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Libri editi da Manifestolibri Europa Sud-Orientale
Breviario jugoslavo. Colloqui con Predrag Matvejevic Di Francesco Tommaso - Manifestolibri, 2018 - Inbreve
Testimone della rovina della sua terra, Predrag Matvejevic, nato a Mostar da padre russo di Odessa e da madre croata, insisteva a definirsi jugoslavo. Quello del destino sanguinoso della Jugoslavia era, tra i tanti, il suo dolore più lancinante e non nascondibile. In questo libro i pensieri di Matvejevic sul destino e i drammi del suo Paese vengono ripercorsi attraverso il lungo rapporto che lo scrittore, autore del fondamentale "Breviario mediterraneo", ha avuto con il manifesto. Dall'incontro personale con Rossana Rossanda, ai suoi contributi diretti sul giornale, alle tante interviste in occasione della pubblicazione dei suoi preziosi testi, tra cui "Tra asilo ed esilio" (1998), "Il Mediterraneo e l'Europa" (1999), "Pane nostro" (2010). Fino ai molti colloqui diretti avuti con lui sui difficili momenti della crisi che si è consumata nei Balcani: dalla beatificazione del cardinale Stepinac alla proclamazione unilaterale d'indipendenza del Kosovo nel febbraio 2008, all'arresto di Milosevic e poi di Karadzic, all'incredibile assoluzione del criminale croato Ante Gotovina, alla piena del Danubio dell'aprile 2006.
Il caso rumeno Wagner Richard - Manifestolibri, 1991 - Tempo E Democrazia
Lo spettro dei Balcani ritorna minaccioso sulla scena europea: "è come una parola magica con cui ogni male si spiega". Balcani è sinonimo di terribili condizioni. Una polveriera, si diceva prima della grande guerra. A lungo i Balcani furono quel luogo sconosciuto in cui avevano inizio i paesi lontani, l'"Oriente". E rischiano di restarlo, grazie all'interessata indifferenza di un'Europa che si sente infinitamente lontana dai suoi inquilini sudorientali. Alle tenebre balcaniche che seguitano a far da sfondo ai cruenti avvenimenti del presente, l'autore di questo libro cerca di sostituire una documentata consapevolezza delle vicende storiche, la lunga durata delle tradizioni culturali, dei miti e delle ideologie, ma anche delle aspre condizioni di vita in quella parte dimenticata del continente. "La scomparsa del comunismo scrive Wagner - risolve altrettanto poco i problemi di questi paesi, quanto la sua affermazione 45 anni fa. La scomparsa del comunismo riconduce i popoli dell'Europa sudorientale ai suoi antichi miti". Finito il monopolio comunista sui miti della nazione essi tornano a disposizione delle più svariate formazioni e correnti. Questo è lo scenario che fa da sfondo alla ricostruzione dei fatti rumeni: dal basso impero del conducator alla rivoluzione di dicembre, dall'esecuzione del dittatore alla formazione del fronte di Iliescu e Roman, dai giovani in piazza contro la "rivoluzione tradita" all'intervento repressivo dei minatori, ai nuovi conflitti nazionali.