Mar Dei Sargassi Libri
Libri editi da Mar Dei Sargassi BIOGRAFIE E STORIE VERE
Milena Q. assassina di uomini violenti Giobbi Elisa - Mar Dei Sargassi, 2022 - L'anguilla
Milena Quaglini si toglie la vita il 17 ottobre del 2001 nel carcere femminile di Vigevano, dove è in attesa di sentenza per l'assassinio di Angelo Porrello, all'epoca dei fatti suo convivente. Non si tratta, però, dell'unico omicidio da lei commesso: Milena ha già ucciso, Milena uccide gli uomini violenti che abusano di lei. Eppure, stavolta nessuna attenuante sembra poterla salvare dalla condanna che la terrà lontana dai figli, dalla possibilità di una vita normale. Quello di Milena Quaglini è uno dei casi di cronaca più noti in Italia. Prestandole la voce, Elisa Giobbi tesse la ragnatela dei pensieri che affollano la sua mente. Un viaggio tra i meandri di un'anima offuscata dal dolore, dall'alcol e il ricordo di un'infanzia di botte e umiliazioni. Il suo lungo racconto - intervallato da documenti ufficiali - restituisce un'indagine cruda e sincera sulla natura umana, sulla responsabilità e il senso di colpa, sull'istinto di sopravvivenza e la violenza di genere. Da questa indagine emerge tutta la fragilità di una donna costretta a subire, la facilità con cui la vittima può diventare carnefice, un dolore trasformarsi in depressione, l'assenza di amore in un peccato da espiare.
L'ultima nomade Said Salh Shugri - Mar Dei Sargassi, 2022 - Terranova
Nel suo romanzo d'esordio, Shugri Said Salh narra della propria esperienza di vita in un racconto che copre la distanza tra due continenti e un arco temporale di circa quarant'anni: dall'infanzia e l'adolescenza in Somalia, la sua terra natia, alla travagliata fuga dal paese in seguito allo scoppio della guerra civile sul finire degli anni Ottanta, fino all'arrivo in Nord America con un visto da rifugiata. In una società basata su un rigido sistema di clan patrilineare e in cui troppe figlie femmine sono considerate un fardello, a soli sei anni Shugri viene affidata all'amatissima nonna materna nomade, la quale le infonde un'incancellabile resilienza nel periodo di vita condivisa nel deserto somalo. Quest'ultimo rappresenta, infatti, una cornice spazio-temporale di esistenza e formazione a cui l'autrice guarda tutt'oggi con nostalgia dalla prospettiva della sua attuale vita suburbana in California. Ciò non negando la cruda asperità dell'esistenza nomade né evitando di criticare gli aspetti tradizionali più problematici di una cultura (quella somala pre-guerra civile) di cui Salh tenta simultaneamente di celebrare la ricchezza, mantenere vivo il ricordo e promuovere la conoscenza.