Marcianum Press Libri
Libri editi da Marcianum Press Letteratura, storia e critica: letteratura dal 1900
Claudel e Péguy Lubac Henri De Bastaire Jean - Marcianum Press, 2013 - Teologia
Il testo è centrato su due grandi protagonisti della letteratura moderna: Paul Claudel a Charles Péguy. Redatto da Henri de Lubac e da Jean Bastaire, questo libro rende omaggio a "due poeti teologi, di statura eccezionale, non schierati o strumentalizzati, come alcuni hanno sostenuto, ma al contrario troppo a lungo trascurati all'interno della Chiesa".
La chioma di Berenice Punzi Vito - Marcianum Press, 2026 - Occidenti/Orienti
Il volume propone un percorso critico tra romanzi, poesie e saggi di autori di lingua tedesca del Novecento e della contemporaneità, legati da una domanda comune: che cosa significa nominare il mondo - le cose, gli eventi, i sentimenti - attraverso la scrittura? Al centro, narratori, poeti e pensatori di origine ebraica e culturalmente integrati, alcuni molto noti, come Schnitzler, Kraus, Kafka, Broch, Benjamin e Celan, accanto ad altri, meno presenti al lettore italiano, come Ernst Weiss, Egon E. Kisch, Friedrich Torberg e Patrick Roth. Pur nella varietà delle voci e dei contesti, tutti si confrontano con i limiti della lingua e con la sua inevitabilità: scrivere, per ciascuno di loro, significa misurarsi con una parola fragile, talvolta inadeguata, ma ancora capace di aprire uno spazio di attesa, dove l'"altro" - l'inatteso, il senso, l'alterità - può ancora affacciarsi.
Montale e Ungaretti. Uno spartiacque della realtà poetica, morale e umana presentata nelle loro Opere Mezzacappa Carmine A. - Marcianum Press, 2025 - Letteratura
Montale e Ungaretti a confronto. Da una parte Montale, col suo "male di vivere" senza illusioni o speranze, con la sua "poesia impoetica", che si ammanta di un linguaggio ermetico e oscuro, alla ricerca di un Dio la cui esistenza rimane sempre o ignota o nascosta o incerta. Dall'altra, Ungaretti, col suo pensiero della "noia" che però non è soltanto sentimento di vuoto, di squallido nulla, ma anche elemento dialettico e propulsivo, che si fa sorgente d'inquietudine, che poi alimenta la poesia. A differenza della poesia di Montale, quella di Ungaretti non si allontana mai dalla vita, ma è poesia che vuole sempre rappresentare il mondo degli affetti umani e l'ardente desiderio di sapere dove si trova Dio e come lo si possa identificare.