Marco Tropea Editore Libri
Libri editi da Marco Tropea Editore Filosofia
Vivere sempre di più. Il filosofo e il genetista Droit Roger-Pol Kahn Axel - Marco Tropea Editore, 2011 - L'atelier Delle Idee
L'immortalità è il desiderio più recondito dell'uomo; la morte una delle sue preoccupazioni più assillanti. Partendo da queste due verità innegabili, in un agile e rigoroso pamphlet il pensatore Roger-Poi Droit e il genetista Axel Kahn ci illustrano il modo in cui filosofia e scienza, nel corso dei secoli, si sono confrontate (e continuano a confrontarsi) con due temi fondamentali dell'esistenza: la caducità della vita e i sogni di eternità. Se da un lato la speculazione filosofica è stata spesso concepita come percorso intellettuale in grado di alleviare e lenire l'angoscia che l'idea della morte può generare, dall'altro la scienza ha cercato di comprendere i meccanismi alla base dell'invecchiamento, sviluppando biotecnologie che oggi possono allungare di molto le prospettive di vita. Filosofia e genetica: due discipline diverse che però a volte sembrano voler rispondere alle stesse domande. In "Vivere sempre di più", gli autori, incrociando queste due prospettive, tentano di configurare il problema alla luce del dibattito scientifico più recente e sulla base dei moderni orientamenti filosofici. Prospettando scenari fino a poco tempo fa impensabili.
Il Canto delle sirene. Argomenti musicali Trías Eugenio - Marco Tropea Editore, 2009 - Tropismi
La musica è molto più di un fenomeno estetico: è gnosis sensoriale, autentico viatico per la conoscenza che Eugenio Trias ha ricostruito in quest'opera dedicata ai grandi compositori della musica occidentale, dal Rinascimento fino alle più recenti avanguardie. Da leggersi individualmente oppure seguendo il "filo d'Arianna" indicato dall'autore, i gloriosi misteri di Bach, il dualismo del tragico e del comico in Mozart, le grandi narrazioni di Haydn, lo stile eroico di Beethoven, il concetto di opera totale in Wagner; e ancora, lo spirito creatore di Mahler, la nuova teologia musicale di Schònberg, la notte eterna di Béla Bartók, i sacrifici di Stra-vinskij, il panteismo sonoro di Cage o l'architettura musicale di Xenakis sono soltanto alcuni degli "argomenti musicali" che si distendono in quest'opera e animano un mosaico che, attraverso una lettura profonda e originale, sa restituire di ogni compositore i tratti distintivi e individuarne le reciproche relazioni di somiglianza e differenza. Ne nasce una partitura filosofica avvolgente all'interno della quale possiamo riconoscere sotto nuova luce le figure dei grandi compositori occidentali degli ultimi quattrocento anni. Ma in questo percorso è lo stesso Trias che riconosce il debito verso una tradizione che comprende la filosofia hegeliana e quella platonica, e in particolare verso la lettura che di Platone ha elaborato la scuola di "Tubinga-Milano" (di cui massimo esponente è Giovanni Reale).
Quel che resta. L'importanza della memoria Sansot Pierre - Marco Tropea Editore, 2008 - L'atelier Delle Idee
Pierre Sansot - autore, fra l'altro, di "Sul buon uso della lentezza" - se ne è andato lasciando un'opera postuma dedicata al tema di "quel che resta". Se l'eliminazione di ciò che viene ritenuto inutile, il culto forsennato del nuovo sembrano essere le parole d'ordine del mondo di oggi, Sansot invita a riconoscere con più serenità la presenza di tutto il resto, di tutto ciò che è altro da noi. Una presenza talvolta rivelatrice di assenza, un pieno che allude a un vuoto, una decisione che si fa all'improvviso esitazione. In questo libro si parla di briciole, rifiuti, avanzi, scarti, ma anche di reliquie, ricordi e rimorsi, di imponderabili tracce e devastanti macerie. Restare vuol dire anche insistere e resistere, difendere nella memoria di chi sopravvive il ricordo di un'esistenza, salvaguardare la propria umanità opponendo al resto spregevole della morte il potere di un sorriso, confidando che, qui e ora, "la nostra società e la nostra terra sono più belle che mai". Questo volume è un'opera incompiuta: il tempo e la malattia hanno impedito a Sansot di effettuare un'ultima revisione. Ma paradossalmente è proprio questa incompiutezza a rendere la prosa lieve e meticolosa.