Martin Eden Libri
Libri editi da Martin Eden Saggistica
Il giornale Serao Matilde - Martin Eden, 2026
«Amica, tu vuoi, dunque, essere giornalista fino alla morte?», si chiede e ci chiede Matilde Serao in apertura di questo scritto, che altro non è che la trascrizione della conferenza pronunciata la prima volta nel maggio del 1905 all'Associazione della Stampa di Genova. Una domanda non scontata, perché nasconde una scelta. Quella di abbandonare i sogni d'arte e di poesia e di negare agli anni che le rimangono la possibilità di scrivere romanzi, drammi, novelle. In queste pagine c'è tanta della passione che alimentò la vita di Matilde Serao. C'è amore per la propria professione. C'è la storia di una donna che fa della sua vocazione un sogno e del suo sogno il fine ultimo della propria esistenza, ovvero quel «giornale dell'avvenire [...] in cui non regni che il senso completo e buono della verità». Ma soprattutto questo scritto è anche una possibilità di riflessione per noi lettori. Guardiamo al modo in cui viviamo i giornali, al modo in cui consideriamo oggi l'informazione. Cosa è rimasto di quel sogno?
L'arte di Donald McGill Orwell George - Martin Eden, 2026
In quest'articolo, pubblicato per la prima volta su Horizon nel settembre del 1941, George Orwell si ritrova a riflettere e ad analizzare le cartoline illustrate da uno o due penny che potevano essere comprate in edicola all'inizio del Novecento. Queste sembrano riuscire a raccontare gli stereotipi e il sentimento popolare del tempo, trasformandosi in qualcosa di più di semplici battute comiche usa e getta. Orwell le ama particolarmente, arrivando a dire che: «un'intera tipologia di umorismo, parte integrante della nostra letteratura fino al 1800 circa, si è ridotta a queste cartoline mal disegnate, che sopravvivono ai limiti del legale nelle vetrine delle edicole a buon mercato. La parte del cuore umano da cui parlano potrebbe facilmente manifestarsi in forme peggiori, e io, dal canto mio, non potrei che essere dispiaciuto di vederle scomparire». Tra tutte, le migliori, le più rappresentative, sono quelle di un artista che con queste sue cartoline rimarrà nell'immaginario inglese di tutto il Novecento: Donald McGill.
Scritti sul cinema Pavese Cesare - Martin Eden, 2026
La grande passione di Pavese per il cinema si accende e si coltiva fin dagli anni giovanili nelle sale cinematografiche torinesi. E il suo rapporto con la settima arte ha indubbiamente influenzato, nel corso degli anni, anche i temi, le atmosfere e lo stile della sua scrittura. A testimonianza di ciò, gli otto soggetti scritti per il cinema tra il marzo e il giugno del 1950. In questo volume, sono inclusi alcuni degli scritti teoricocritici dello scrittore piemontese (datati tra il 1926 e il 1930), che si interroga sul ruolo del cinema e sulla direzione che avrebbe dovuto prendere, secondo lui, per liberarsi delle altre arti e iniziare ad essere semplicemente il cinematografo. Poiché, nelle parole dello stesso Pavese: «Ogni arte deve innanzitutto essere sé stessa».