Medusa Edizioni Libri
Libri editi da Medusa Edizioni Cecoslovacchia (prima del 1990)
Praga Butor Michel Kolár Jirí Salvarani L. (Cur.) - Medusa Edizioni, 2016 - Le Porpore
Questo libro si compone di tre "opere". "L'occhio di Praga" è un saggio poetico di Michel Butor, costruito come "collage letterario" ispirandosi ai collages di Jiri Kolàr sulla Praga di Kafka. L'opera è unita, in dialogo strettissimo, a "Risposte", una riflessione di Kolàr sul proprio fare artistico. Nell'"Occhio di Praga" di Butor, il punto di partenza è la poesia di Baudelaire. La scelta potrebbe parere anomala, dal momento che è Kolàr stesso, in "Risposte", a indicare Mallarmé (ma, con qualche limite, pure Marinetti) come iniziatore della langue poetica contemporanea; in questo fiancheggiando una lunga e autorevole tradizione critica. Ma Mallarmé è etereo, di una raffinatezza estenuata, difficile, a volte impervio; e sempre teso in una ricerca nervosa, di uno splendore metallico, tanto quanto Baudelaire è imbevuto degli umori e delle opacità, dei profumi e dello sporco del vivere. Per questo la "materia Baudelaire" assomiglia così tanto alla "materia Kolàr", alle vecchie banconote usurate, alle scatole di cartone con le marche e i disegni, ai libri che nessuno legge più, ma che rivivono scolpiti, bucherellati, a strisce e frange. Una materia impura, carica di batteri, di segni, di storie, che viene rimontata - come fa Butor con un mazzetto di celebri versi baudelariani a risignificare e risignificarsi.
Tutto bene, grazie. Dalla Cecoslovacchia di Masaryk alla «rivoluzione di velluto» e la nuova Repubblica Ceca Medek Ivan Menotti T. (Cur.) - Medusa Edizioni, 2010 - La Zattera
Questo libro si presenta come resoconto autobiografico, ma non vuole essere un libro di "memorie": racconta invece una grande avventura di libertà. Adottando uno stile rapido e ironico, a tratti sarcastico, narra gli eventi e le figure storiche del suo tempo con l'occhio del testimone, talvolta in aperto contrasto con la storiografia ufficiale, come quando affronta la questione dolorosa del collaborazionismo verso il regime comunista. Ivan nasce in una nota famiglia praghese - il padre, il generale Rudolf Medek, era un famoso legionario, poeta e scrittore; il fratello, Mikulás, è stato uno dei più importanti pittori cechi del '900. Il nonno materno, Antonín Slavícek, è un esponente dell'impressionismo ceco, mentre il presidente Masaryk, uno dei fondatori della Cecoslovacchia, era suo bisnonno "adottivo". Il libro ripercorre l'infanzia e l'adolescenza di Medek a Praga, la passione per la musica, i primi approcci col mondo giornalistico, l'esperienza della guerra e l'insurrezione di Praga nel maggio 1945, l'incontro coi sacerdoti dissidenti e la conversione al cattolicesimo, le violenze del regime, la persecuzione politica dopo aver firmato "Charta 77", che lo spinsero all'esilio a Vienna. Le pagine finali raccontano la collaborazione col presidente Havel, che firma il saggio-postfazione: una intensa testimonianza sul ruolo dei dissidenti e sulla spiritualità dell'impegno politico.