Medusa Edizioni Libri

Libri editi da Medusa Edizioni Danza e altre arti dello spettacolo

Chat noir. Il cabaret della modernità libro
-5%
LIBRO   9788876983818

Chat noir. Il cabaret della modernità Deville Jean-Loup   -  Medusa Edizioni, 2017  -  Wunderkammer

Lo Chat Noir, il cabaret aperto nel novembre 1881 da Rodolphe Salis, iniziò servendo vino di poco pregio in un ambiente privo di sfarzo ma già, sulla porta, i clienti erano accolti da uno svizzero splendidamente gallonato, coperto d'oro dalla testa ai piedi, incaricato di far entrare i pittori e i poeti lasciando fuori gli «infami curati e i militari». Lo frequentavano scrittori, musicisti e artisti come Verlaine, Henri Rivière, Debussy, Toulouse-Lautrec, Satie, Steinlen, Laforgue, Bruant, Signac, Strindberg, Proust. I poeti e gli chansonnier che vi si esibivano attirarono la miglior Parigi, i cui rappresentanti venivano apostrofati con battute salaci: «Guarda un po'! Sei finalmente uscito di prigione?» oppure «Cosa ne hai fatto della tua sgualdrina di ieri?» rivolto a un nuovo cliente accompagnato dalla moglie. Secondo Jean Lorrain, lo Chat Noir fu «un calderone di tutti gli stili e tutte le stravaganze, la bottega dell'artista rigattiere, di tutto un quartiere d'imbrattatele e poeti, un museo picaresco e barocco delle elucubrazioni di scapigliati venuti ad arenarsi tutti là per vent'anni, di tutti questi relitti: il cattivo gusto accanto a deliziose trovate, voli di nudità gracili e perverse, sferzate di rose e nimbi d'oro, gufi impagliati, ferri battuti e gatti di maiolica...». Lo Chat Noir inventò il modo moderno di fare spettacolo, anticipando tutti gli altri cabaret. Questo libro ne restituisce la storia, le luci della ribalta, i tic e le atmosfere libertine.

€ 22.00 € 20.90
LIBRO   9788876983801

Tornano i clown  -  Medusa Edizioni, 2017  -  Le Porpore

"Il circo è tutta la nostra vita - confessano Pierre Etaix e Annie Fratellini in una lettera indirizzata a Federico Fellini -. Non c'è circo senza clown... Noi siamo clown... Autentici... Nostro malgrado e per nostra fortuna. Clown non si diventa, diceva Paul Fratellini. Clown si nasce o non si è clown. Ma questo dono o questa anomalia è anche un mestiere difficile ed è soprattutto un'arte. Un mestiere difficile che include tutti gli altri. Alcuni clown l'hanno insudiciato perché non erano veri clown. Il clown è l'inventore, il regista, l'interprete di sé stesso... È tutto questo e non lo sa. Egli appartiene alla mitologia. Non lo si può vedere se non al circo. È li che vive e muore nella stessa sera per rinascere l'indomani. Quando muore davvero, di lui non resta che un ricordo. "Che cosa mangia un clown?", domandò una bimbetta ad Annie che non sapeva cosa rispondere per paura di violare il meraviglioso... Meglio accontentarsi di sorridere per nascondere la tristezza che ne consegue, quando si consideri l'abisso che separa il fanciullo dall'uomo. Tuttavia il clown non è stato creato per il fanciullo, ma per l'uomo dal cuore di fanciullo... Innanzitutto c'è il "clown" buffone, folletto, scintillante, dalla maschera bianca. C'è poi l'"Augusto", lo scaltro, dall'aspetto balordo, dalle scarpe e dagli abiti troppo grandi. Essi sono l'uno agli antipodi dell'altro, ma la loro armonia ha del miracoloso. È necessario ci sia fra i due quella perfetta complicità che in pratica esiste solo fra persone della stessa famiglia. E poi ci vuole la fede per farsi piacere di ricevere ogni giorno un ceffone o un calcio nel sedere o meravigliarsi per un cerchio di luce. È a questa condizione solamente che il pubblico diviene complice. Nell'era della scienza e della demistificazione è ben difficile immaginare il persistere dell'arte clownesca... E tuttavia i giochi del circo non stanno scomparendo, al contrario... Come lo sport, è una forma di spettacolo che sopravviverà... Perché è puro... E poiché non c'è circo senza clown..."

€ 21.00