Melville Edizioni Libri
Libri editi da Melville Edizioni Lingue indo-europee
I nemici di Oriana. La Fallaci, l'islam e il politicamente corretto Gnocchi Alessandro - Melville Edizioni, 2019 - Economici
C'è una Fallaci che i media non celebrano volentieri perché irriducibile agli schemi del conformismo. È l'Oriana post 11 settembre 2001, quella de "La rabbia e l'orgoglio" e dei successivi "La forza della ragione" e "Oriana Fallaci intervista sé stessa. L'Apocalisse". Mentre i tre libri vendevano milioni di copie, la scrittrice era accusata (sui giornali e perfino in tribunale) di essere xenofoba, razzista, intollerante, violenta, ignorante, sgangherata, semplicistica. La sua colpa? Aveva violato i tabù e i santuari dei benpensanti, esprimendo una posizione netta sull'islam, da lei ritenuto inconciliabile con i valori "occidentali", e sull'immigrazione incontrollata, una forma di invasione demografica dalle incalcolabili ricadute culturali. Sono cose che non si potevano e non si possono dire senza incappare nella condanna del mondo intellettuale. Eppure la cronaca di questi anni, con drammatica continuità, ci mostra l'attualità e la lungimiranza di quelle idee che in realtà discendono dalla migliore tradizione italiana (e non solo). La lettura della Trilogia infatti rivela le fonti della scrittrice: il Risorgimento, la Destra storica, la Resistenza, i grandi autori liberali come Benedetto Croce. Le opere della Fallaci sono state al centro dell'unico dibattito di portata nazionale che abbia fatto venire alla luce la natura, la forza e gli effetti del politicamente corretto. L'obiettivo di questo libro è dunque la ricostruzione della polemica che accompagnò gli ultimi anni di Oriana Fallaci. Una polemica che ancora ci interroga e ci pone domande in attesa di risposta: cosa significa oggi essere italiani? E quale posto vogliamo occupare in Europa e nel mondo? Prefazione di Vittorio Feltri.
Rimbaud a Giava. Il viaggio perduto James Jamie - Melville Edizioni, 2016 -
Rimbaud dovette fuggire per almeno quindici giorni, forse per un mese. Gli scenari sul modo in cui tornò a casa, a bordo di quale nave e sotto quale nome, non sopiscono la brama di sapere la cosa essenziale: cosa vide, cosa effettivamente fece quando era a Giava? Arthur Rimbaud è famoso per le poesie visionarie in grado di abbattere la barriera che separa la realtà dall'immaginazione, ma questo libro racconta il viaggiatore, l'uomo che dopo aver abbandonato la letteratura girò il mondo alla ricerca di stimoli soffermandosi sul suo viaggio più misterioso e indecifrabile, quello che compì nel 1876 come mercenario dell'Esercito Reale delle Indie Olandesi. Rimbaud fu imbarcato sul Prins van Oranje, una nave da trasporto truppe diretta a Giava. Due settimane dopo lo sbarco a Batavia, però, fuggì nella giungla, riuscendo ad evitare una cattura che in quanto disertore avrebbe potuto condurlo davanti al plotone d'esecuzione. Quattro mesi dopo era di nuovo in Francia, a casa della madre. Profondo conoscitore dell'affascinante vita dell'autore della "Stagione all'inferno", delle sue pulsioni e delle sue manie, Jamie James si è messo sulle tracce di Rimbaud, cercando di scoprire cosa abbia fatto a Giava durante la sua permanenza sull'isola e di stabilire in che modo, probabilmente sotto falso nome, sia riuscito a tornare fortunosamente in Europa.
I nemici di Oriana. La Fallaci, l'islam e il politicamente corretto Gnocchi Alessandro - Melville Edizioni, 2016 - Tempo Presente
C'è una Fallaci che i media non celebrano volentieri perché irriducibile agli schemi del conformismo. È l'Oriana post 11 settembre 2001, quella de "La Rabbia e l'Orgoglio" e dei successivi "La Forza della Ragione" e "Oriana Fallaci intervista sé stessa. L'Apocalisse". Mentre i tre libri vendevano milioni di copie, la scrittrice era accusata (sui giornali e perfino in tribunale) di esser xenofoba, razzista, intollerante, violenta, ignorante, sgangherata, semplicistica. La sua colpa? Aveva violato i tabù e i santuari dei benpensanti, esprimendo una posizione netta sull'islam, da lei ritenuto inconciliabile con i valori "occidentali", e sull'immigrazione incontrollata, una forma di invasione demografica dalle incalcolabili ricadute culturali. Sono cose che non si potevano e non si possono dire senza incappare nella condanna del mondo intellettuale. Eppure la cronaca di questi anni, con drammatica continuità, ci mostra l'attualità e la lungimiranza di quelle idee che in realtà discendono dalla migliore tradizione italiana (e non solo). La lettura della Trilogia infatti rivela le fonti della scrittrice: il Risorgimento, la Destra storica, la Resistenza, i grandi autori liberali come Benedetto Croce. Prefazione di Vittorio Feltri.