Mimesis Libri
Libri editi da Mimesis Letteratura, storia e critica: letteratura teatrale e drammaturghi
La Romania di Ceausescu tra farsa e tragedia. Il sentimento tragico della storia Rotondi Armando - Mimesis, 2020 - Filosofie Del Teatro
La tragedia rappresenta uno dei più vasti ambiti di interesse e di indagine dal punto di vista letterario, teatrale e filosofico. Questo volume ricerca, nello specifico, un possibile "sentimento tragico della Storia", ispirandosi a Miguel de Unamuno. Si guarda a Karl Marx, quindi alla Storia come "tragedia" nell'interpretazione di Arnold Toynbee e di Oswald Spengler, alla dialettica tra tragedia e Storia di Lucien Goldmann - e György Lukács -, sino alla "tragedia del popolo" di Orlando Figes. Attraverso la definizione della Storia come tragedia e farsa, si procede a una doppia lettura di un contesto storico delimitato, quello della Romania di Nicolae ed Elena Ceausescu, identificando gli atti attraverso cui la tragedia della Storia si struttura, per poi ripresentarsi sotto forma di farsa. In particolare, si considerano la forma della farsa e il teatro delle minoranze magiare in Romania, capaci di rileggere la tragedia della Storia attraverso testi con elementi religiosi o di puro Assurdo, sino al ripresentarsi della Storia e dell'ideologia nella farsa di autori romeni come Stanescu, che fanno propri alcuni elementi della "revenge parody" a fine quasi catartico, nel reenactment dello svizzero Milo Rau, nei documentari di Andrei Ujica, o nei lavori di Matei Visniec e Norman Manea.
Otello. Passioni Marzola Alessandra - Mimesis, 2015 - Mimesis Prismi. Classici Nel Tempo
Tragedia di passioni debordanti - pubbliche e private - Otello di William Shakespeare è un classico eccentrico e singolare che, con le sue provocazioni, ha acceso reazioni viscerali e divergenti in tempi e luoghi diversi. Riscritture e rifacimenti, adattamenti e migrazioni in media diversi dal teatro di inizio Seicento per cui fu scritto, mostrano l'urgenza di modificarne gli esiti devastanti, ma anche l'impossibilità di ignorarne le sfide. Otello non è infatti soltanto la tragedia della gelosia come vuole il cliché sbrigativo che la confina nel repertorio di patologici eccessi sentimentali. Qui si mette in scena l'intero immaginario di una modernità ammalata di scetticismo percepita come il terreno di coltura della violenza razzista e misogina. Qui si vede come timori e apprensioni possono diventare mostri della mente e poi vittime della storia; come la paura di nuovi mondi possa rapprendersi nelle cellule della discriminazione. Questo libro invita a guardare le vertiginose metamorfosi di Otello nelle fertili risorse visive e plastiche della lingua di Shakespeare. Indugia sui luoghi in cui l'irruzione del dubbio diventa evento. Mostra come lo sguardo si fa spettacolo mentre si affina, si dilata, si appunta per dare corpo e credito alle ombre, per trasformare i giudizi in pregiudizi. Si sofferma sul risalto che prendono le posture dei corpi mentre si aprono e si contraggono per accogliere o per escludere, nascondere, e nascondersi.
Il grande teatro shakesperiano. Con CD-Audio Pozzi Elisabetta Ricordi Franco - Mimesis, 2016 - Filosofie Del Teatro
I monologhi e i dialoghi shakespeariani rappresentano la quintessenza della più grande poesia drammatica di ogni tempo: i primi non si possono certo considerare - come hanno fatto alcuni registi o esegeti di oggi - semplici "arie d'opera" o maniacali partiture per i grandi attori protagonisti. Semmai il contrario: sono proprio i grandi monologhi quelli attraverso cui Shakespeare sostiene tutti i suoi personaggi e la sua drammaturgia barocca, e da cui nasceranno il melodramma e altre suggestioni linguistiche nella modernità, fino al celebre "monologo interiore" di Joyce. Dal loro carattere, nascono i più grandi dialoghi, le scene dialettiche che costituiscono propriamente la drammaturgia del Bardo di Stratford, e di cui vedremo qui almeno 7 grandi scene, sempre nella fondamentale contrapposizione fra personaggi maschili e femminili. Il tema che naturalmente seguiremo sarà quello del Sogno: questo può essere considerato come il più importante leitmotiv del teatro shakespeariano che, alla fine, si sublima nel suo "essere o non essere" per ciò che diviene: una grande narrazione, una favola straordinaria anche se a tratti più che mai inquietante, che crea le basi per la conoscenza più ampia e immediata di questa meravigliosa poesia drammatica.