Minimum Fax Libri
Libri editi da Minimum Fax Campania
Nato a Casal di Principe. Una storia in sospeso Letizia Amedeo Zanuttini Paola - Minimum Fax, 2012 -
Un padre severo e una madre religiosissima; un'adolescenza fra scuole di preti e bravate ai limiti della legalità; poi un fratello fatto scomparire nel nulla, e un altro rimasto ucciso in un misterioso incidente stradale; e il tentativo di sfuggire a un destino di violenza costruendosi una vita diversa. Amedeo Letizia, ex attore e oggi produttore cinematografico, nato e cresciuto a Casal di Principe, il paese campano reso tristemente celebre dalle guerre di camorra, sceglie di esorcizzare il suo passato raccontando e mostrando a una giornalista di Repubblica come si vive davvero a "Gomorra". Non è un libro di denuncia né un'inchiesta: è la vicenda di una famiglia italiana in una scheggia di Italia che si preferisce demonizzare piuttosto che capire, il racconto di una giovinezza fatta di entusiasmi e frustrazioni del tutto normali, ma pervertiti dal contatto con la criminalità; è una storia senza eroi e senza mostri, una testimonianza di vita che non pretende di dare risposte, ma vuole sfatare i pregiudizi e i luoghi comuni per rimettere al centro l'umanità, universale e palpitante, dei suoi protagonisti.
Terre in disordine. Racconti e immagini della Campania di oggi. Ediz. illustrata Braucci M. (Cur.) Laffi S. (Cur.) - Minimum Fax, 2009 - Indi
Cinque aree attorno a Napoli, dal litorale domizio alle campagne di Sarno, passando per luoghi drammaticamente noti all'attualità come Castel Volturno, Aversa, Villa Literno. Cinque gruppi di indagine, formati da scrittori, ricercatori e fotografi, che in diversi mesi di lavoro hanno dato vita a un racconto per parole e immagini. L'idea madre: quella di esplorare cosa succede nel territorio, cosa muove la vita quotidiana dei suoi cittadini, quale umanità abita terre sempre rappresentate come degradate e camorriste. "Terre in disordine" è un'inchiesta ad altezza d'uomo. Una ricostruzione del presente, delle contraddizioni di aree segnate da fantasie di sviluppo e promesse tradite. Con l'idea ostinata di stare nei luoghi, parlare con le persone, senza inseguire fenomeni predeterminati e voci istituzionali, ma affidandosi alla gente comune e alla società civile, lasciando che sia il territorio stesso a restituire il proprio racconto.