Monte Universita Parma Libri
Libri editi da Monte Universita Parma Teoria delle arti
Due ricognizioni in zona di confine Mengaldo Pier Vincenzo - Monte Università Parma, 2015 - Tracce
"Ma perché occuparsi del linguaggio della critica d'arte? Stando all'Italia per una ragione intanto: che i suoi maggiori non hanno ancora guadagnato, siamo ben lontani, il posto che spetta loro nelle Storie della letteratura italiana, ancora pigramente debitrici in sostanza dell'inquadramento 'desanctisiano', o 'desanctisianosapegnano' (lo si vede anche nella cautela verso gli autori dialettali, spesso primari): quasi che un denso libro di un critico d'arte non valesse di più, non fosse altro che per la sua audacia, di tanti poetini o noiosi trattatisti morali." (Pier Vincenzo Mengaldo)
Arte visiva e teoria dell'enunciazione Agosti Stefano Iori I. (Cur.) - Monte Università Parma, 2012 - Facoltà Di Architettura
Le pagine di Stefano Agosti contenute in questo volume riservano al lettore, pur nella loro brevità, continue sollecitazioni, aperture di pensiero, stimoli utilissimi per tracciare un nitido e significativo quadro dei numerosi secoli di storia dell'arte che hanno accompagnato il cammino dell'uomo. Prendendo a prestito dalla linguistica un approccio risalente alla scuola dello studioso francese (di origine lituane) A. Julien Greimas, Agosti riesce a dominare da par suo una materia, quella della critica d'arte, alquanto proteiforme, ovvero ricca, come ben si sa, di tante sfaccettature e proposte di interpretazione: basti ricordare al proposito l'ampio affresco, ancora oggi molto attuale, che Lionello Venturi ne fece anni fa con la sua celebre "Storia della critica d'arte". Ma queste pagine di Agosti possono essere lette in filigrana anche come un'occasione in grado di interpretare non solo fatti (e immagini) di storia dell'arte, ma pure di storia tout-court, proprio come sosteneva in un suo aureo testo, dal titolo non casuale "Le immagini della storia", Johan Huizinga: "Non si tratta di desumere dall'arte come fenomeno considerato separatamente un'immagine del passato, o di vedere nell'arte l'unica chiave per capire l'indirizzo dello spirito del tempo, ma di vedere riflesse nell'arte immagini ricavate da uno studio multilaterale della tradizione, o di vederle illuminate dall'arte".
Roberto Longhi, Giuseppe Prezzolini. Lettere 1909-1927. Ediz. numerata Longhi Roberto Prezzolini Giuseppe - Monte Università Parma, 2011 - Opere Inedite Di Cultura
"Ogni aquila ha la sua cima". È con questo magistrale incipit che Cesare Garboli, riprendendo un verso di Simonide, introduce il carteggio tra Roberto Longhi e Bernard Berenson pubblicato da Adelphi nel 1993. E l'incipit ricordato potrebbe ancora valere, se non per introdurre, almeno per far da buon viatico a quest'altro carteggio (pressoché coevo al precedente e intercorso tra gli anni 1909 e 1927) tra lo stesso Longhi e Giuseppe Prezzolini. Si ha infatti a che fare anche in questa occasione con temperamenti di vaglia, con studiosi che alla severa disciplina culturale associano la capacità di voli verso alte cime letterarie. Longhi, studente diciannovenne presso la Facoltà di Lettere torinese, scrive nel maggio del 1909 a Prezzolini, direttore della "Voce", per proporsi come collaboratore alla rivista. Solo tre anni sarebbero trascorsi prima di poter registrare l'invio della prima missiva di Longhi a Berenson (settembre 1912), missiva che apre il richiamato carteggio tra i due grandi storici dell'arte che non solo è, come si è detto, pressoché coevo a quello che presentiamo, ma anche con esso si interseca attraverso il contenuto di alcune interessanti lettere che possiamo qui leggere. Inoltre, come nel caso precedente, un giovane Longhi ci appare ben agguerrito nel manifestare le proprie aspirazioni e indiscusse qualità culturali, associate alla volontà di porsi in quell'inizio di secolo come un profondo innovatore della critica d'arte.