Morellini Libri
Libri editi da Morellini Letteratura teatrale
Genti, intendete questo sermone. Monologhi giullareschi medioevali e moderni. Con DVD video Belli Matteo - Morellini, 2017 -
Questo lavoro raccoglie il dvd e i testi dello spettacolo, di e con Matteo Belli, "Genti, intendete questo sermone (monologhi giullareschi medioevali e moderni)", oltre a un saggio sulla scenicità della letteratura giullaresca, dello stesso autore. Lo spettacolo presenta una breve silloge di testi giullareschi italiani medioevali e moderni, raccolti con l'intento di offrire all'attenzione dello spettatore il carattere specifico della parola giullaresca: quello di essere pensata appositamente per la scena, più che per la pagina scritta e che, al di là dell'indiscutibile vivezza e godibilità rappresenta, in alcuni casi, un mondo culturale di estremo interesse per le soluzioni di grande modernità, quasi premonitrici di esiti letterari molto posteriori. Si va da un classico lungamente dibattuto come "Rosa fresca aulentissima" di quel Michele detto Cielo o Ciullo d'Alcamo che già fu al centro di svariate contese tra critici, ai sorprendenti giochi linguistici del "Bisbidis" di Manoello Giudeo, passando per testi celebri e amati dai cultori come "La nascita del villano" di Matazone da Caligano e la straordinaria e grottesca drammaticità della "Parodia della Passione" di Ruggieri Apugliese. Il tutto incorniciato da due brani scritti dall'interprete: una libera rilettura di una novella trecentesca di Franco Sacchetti e, nel finale, un omaggio dedicato all'antica tecnica del grammelot, linguaggio quasi senza parole riconoscibili e basato sulla tecnica onomatopeica dell'imitazione di altre lingue. Ogni brano è preceduto da un'illustrazione storico-critica da parte dell'attore, che introduce lo spettatore moderno a una migliore intelligibilità, non solo della lettera ma anche delle questioni tematiche e stilistiche proposte da testi tanto lontani nel tempo anche se, per molti fattori, incredibilmente attuali.
L. P. Nome e cognome. Je m'en fous Pizzurro Luca - Morellini, 2015
Questo libro nasce dal bisogno di raccontare l'amore attraverso due figure di artista diverse tra loro: Luigi Pirandello ed Edith Piaf. Pirandello, segnato dal demone della follia, scrive per costruirsi una vita diversa da quella che è costretto a vivere tra le mura di casa, inventa struggenti amori, affida ai suoi personaggi parti di sé per esorcizzarle, cavalca la fatica dei suoi giorni reali attraverso le storie di personaggi che vivono nella sua testa, prima di trovare spazio tra le righe dei suoi copioni. Per Edith, invece, l'amore è un fosco miraggio, una meta desiderata e difficile da raggiungere, un'occasione sprecata, un'illusione. Cantare l'amore e viverlo non è la stessa cosa. Un libro scritto con la volontà di arrivare alla verità, al cuore di un uomo e di una donna che prima di essere celebrità sono esseri umani, con le loro debolezze, incertezze, contraddizioni. Pirandello dice: "Vorrei che sparisse Luigi Pirandello e restasse solo L.P. nome e cognome"; Edith attraverso le sue canzoni ha cercato per tutta la vita di raccontarsi, nelle sospensioni, nei sospiri, nella voce tremula e sgraziata, negli acuti che urlano un dolore profondo. Non rimpiange niente di ciò che è stata e se, nonostante tutto, ci sarà chi non avrà avuto la voglia di ascoltarla raccontarsi per quello che è, per quello che è davvero, non resta che rispondere "Je m'en fous".
A man's story-Gabrielle-Dante restart. Tre opere teatrali di Luca Pizzurro Pizzurro Luca - Morellini, 2018 - Fuori Collana
Nato a Roma nel 1977, Luca Pizzurro subì prestissimo l'attrazione per il mondo dello spettacolo. Non vide però nel Teatro e nel canto un mezzo per "mostrarsi", non è la logica dell'apparire ad affascinarlo, ma quella del "raccontare", del "creare", dell'"emozionare". Questa sua esigenza lo portò ad affrontare uno studio incessante, e ad iniziare un lungo percorso formativo, che attraverso lo studio di maestri quali Barba, Grotowsky e Stanislavskij lo porta a costruire una propria identità artistica, una continua ricerca della verità, e del significato del Fare Teatro. Come attore ha modo di confrontarsi con artisti come Monica Guerritore, Nando Gazzolo, Luigi De Filippo, Sofia Loren, ma è Arnoldo Foà, al quale sarà legato fortemente da una profonda amicizia fino al giorno della sua morte, che considera il suo maestro più importante, e non solo di Teatro. Ma è come autore che Luca Pizzurro riesce a dar corpo alla sua necessità creativa, alla sua esigenza di trasformare in parole il suo sensibile e tormentato mondo interiore. Le parole da sole però non servono se non vengono udite e non diventano emozioni: l'autore così si trasforma in regista e comincia a plasmare la sua opera e a riempirla di quelle suggestioni, che rendono tutti i suoi spettacoli dei successi. A testimoniarlo gli innumerevoli premi, come autore e come regista. Per citarne solo alcuni: "Siamocinquantacinqueversodiciotto": primo premio come miglior spettacolo del Festival del Teatro Classico di Altamura (BA) nel 2001 e il premio come miglior adattamento da Teatro Classico del Concorso Carola Fornasihi-E.T.L, Accademia d'Arte Drammatica Silvio D'Amico. "Fuori Sede": primo premio - Miglior spettacolo della stagione Agis /Teatro Argentina nel 2013. "Je M'en Fous": premio Fersen alla regia del Piccolo Teatro di Milano. "A man'story": vincitore del bando "L'Italia dei Visionari" 2017. "L.P. nome e cognome": primo premio al Festival Internazionale di Drammaturgia Lago Gerundo. La sua necessità di vivere e trasmettere la sua profonda passione per il teatro l'ha portato a creare nel 1995 la Compagnia Teatrale "Viaggi&Miraggi" (che attualmente svolge principalmente la sua attività sul palcoscenico del Teatro del Torrino di cui Luca Pizzurro è Direttore Artistico) e a fondare e a dirigere la Scuola di Formazione per Attori Actors Academy.