Nuova Ipsa Libri
Libri editi da Nuova Ipsa Psicologia: emozioni
Non dimenticare i morti. I racconti di quelli che restano Despert Vinciane Cascone R. (Cur.) - Nuova Ipsa, 2017 - Saggi
"Elaborare il lutto", è l'imperativo che si impone a tutti coloro che devono affrontare il decesso di un parente. Ma sbarazzarsi dei propri morti non è la regola ottimale cui nessuno può sfuggire se non vuole soffrire troppo? Vinciane Despret ha cominciato con l'ascolto. "Io dicevo alle persone: sto conducendo un'inchiesta sul modo con il quale i morti entrano nella vita dei viventi; lavoro sull'inventiva dei morti e dei viventi nelle loro relazioni". Una storia mi ha condotto a un'altra. "Io ho un'amica che calza le scarpe di sua nonna, perché essa continui a misurare il mondo. Un'altra è partita per scalare una delle montagne più alte con le ceneri di suo padre per condividere con lui le più belle aurore. Il giorno del compleanno della sua defunta moglie, uno dei miei parenti prepara il piatto che lei preferiva, ecc. " L'autrice ha scoperto la maniera in cui i viventi che essa ha incrociato si rendono capaci di accogliere la presenza dei defunti e dimostra come risolvere il dilemma fra "ciò riguarda l'immaginazione" ed "è tutto semplicemente vero e reale". Nella nostra società moderna i morti si sono fatti più discreti, perdendo ogni visibilità. Oggi, potrebbe accadere che le cose cambino e che i morti divengano più attivi. Essi reclamano, propongono il loro aiuto, sostengono o consolano... Lo fanno con tenerezza, spesso con umorismo. Si afferma troppo raramente fino a qual punto i morti possano renderci felici!
Assalto all'amore. Contro le banalità del più antico e nobile dei sentimenti Battista Ivan - Nuova Ipsa, 2012 - Quaderni Del Vivere Meglio
Parlare d'amore può sembrare facile. Basta guardarsi dentro, rintracciare "gli odori" delle proprie esperienze, avventurarsi nei meandri oscuri della propria anima. Andare indietro nel tempo e ricordare i percorsi a volte tortuosi, oscuri oppure luminosi e, perfino, abbaglianti del proprio essere stati amati e amanti. O malamati e malamanti. Rivivere le emozioni del primo bacio. Del primo appuntamento. Riaprire le ferite, ripercorrere le sofferenze del primo abbandono. Parlare d'amore, così, è semplice. Basta ricordare l'emozione provata leggendo, per la prima volta, del tormentato amore di Paolo e Francesca. Basta prestare orecchio alla eco struggente dei sospiri di Giulietta e Romeo. Basta rileggere le pene d'amore di Dante, i versi sublimi del Petrarca rivolti all'amata Laura. Più difficile è parlare d'amore cercando di unire i due fili dell'emotività e della cognizione, indagando il significato filosofico, letterario, biologico, fisiologico dell'amore, inquadrando questo singolo "dono" in una puntuale e precisa cornice teorica. È questa l'ardita impresa che Ivan Battista compie nel suo "Assalto all'amore".