Nutrimenti Libri
Libri editi da Nutrimenti Saggi letterari
La scoperta dell'America Pavese Cesare Pontuale D. (Cur.) - Nutrimenti, 2020 - Greenwich
Nel 1951 Einaudi pubblicò La letteratura americana e altri saggi, un volume di scritti pavesiani, redatto da Italo Calvino e suddiviso in tre sezioni: Scoperta dell'America, Letteratura e società, Il mito. Scoperta dell'America costituisce una raccolta di articoli apparsi su varie riviste tra gli anni Trenta e Quaranta, dove si coglie tutta l'essenza di una letteratura moderna, l'energia di una scrittura vitale e fiorente: «Quella cultura ci apparve insomma un luogo ideale di lavoro e di ricerca, di sudata e combattuta ricerca, e non soltanto la Babele di clamorosa efficienza, di crudele ottimismo al neon che assordava e abbacinava gli ingenui e, condita di qualche romana ipocrisia, non sarebbe stata per dispiacere neanche ai provinciali gerarchi nostrani. Ci si accorse, durante quegli anni di studio, che l'America non era un altro paese, un nuovo inizio della storia, ma soltanto il gigantesco teatro dove con maggiore franchezza che altrove veniva recitato il dramma di tutti». Pavese contribuirà così in modo determinante alla conoscenza di romanzieri che influenzeranno stilisticamente il Novecento, di poeti diventati indiscussi modelli lirici. Questo è il suo merito e, a settanta anni dalla morte, quelle righe respirano nuova aria. Prefazione di Ernesto Ferrero.
Le regine rubate del Sinjar Mikhail Dunya - Nutrimenti, 2018 - Igloo
La poetessa irachena di fama internazionale Dunya Mikhail rinuncia alla poesia per restituire una realtà dolorosa e attuale, come quella delle donne yazide rapite dagli uomini di Daesh. In una prosa che ha il tono di un reportage, spezzato a tratti da qualche ricordo e qualche verso poetico, Mikhail ci racconta una realtà quotidiana di ordinaria resistenza, parlando delle donne che sono riuscite a scappare. Il libro si dipana su un doppio filo: le loro storie e la vita di Abdullah. Apicoltore del Sinjar, abituato a viaggiare tra Siria e Iraq per vendere il suo miele, Abdullah usa ora i suoi contatti per salvare le donne rapite. Quando gli parlano di 'sopravvissute', che Daesh definisce 'schiave sessuali', lui corregge chiamandole 'regine'. Trae il termine dalla società delle api, che considera un modello di giustizia e armonia: se muore una regina, muore tutto un alveare. La comunità yazida gli si stringe intorno, organizzando collette per finanziare i salvataggi. Testimonianza di un'umanità ferita ma non vinta, e capace ancora di sorridere, il libro ci svela uno spicchio del Medio Oriente di oggi, bello e martoriato, a cui dovremmo prestare più attenzione.