Odoya Libri
Libri editi da Odoya Studi sui generi: uomini
Riscrivere la mascolinità. Uomini e femminismo Armengol Josep M. - Odoya, 2023 - Odoya Off
Una delle più importanti conquiste degli studi femministi è stato comprendere come il genere sia un costrutto, sociale e storico, e non una caratteristica interna e immutabile. Ebbene, se applichiamo questa stessa idea anche al genere maschile, non possiamo far altro che ammettere che anche la mascolinità è qualcosa di costruito culturalmente, ed è quindi passibile di cambiamenti. Una diversa concezione di mascolinità significa anche una differente visione della paternità? Come cambierebbe le relazioni tra i generi? Questi e altri problemi vengono qui esaminati, tentando di dar loro una risposta concreta. Tuttavia ciò che conta, alla fine, è che l'esplorazione di mascolinità alternative apra uno spazio per quegli uomini che mettono in dubbio il modello dominante, mostrando che il cambiamento è possibile e reale. In equilibrio tra personale e sociale, Armengol ribalta la prospettiva: l'uomo bianco eterosessuale non è più la norma a cui rapportare il resto del mondo e appaiono quindi evidenti i modelli culturali a cui questo è sottoposto. "Riscrivere la mascolinità" mira a fornire un approccio interdisciplinare alla questione, necessario per comprendere meglio le vite degli uomini e per poterle ripensare e migliorare, in una scia positiva che porterebbe a una società più equa e più felice, per tutti. Così come il femminismo lo è stato per il XX secolo, il cambiamento negli uomini e nella mascolinità può diventare una delle più importanti rivoluzioni sociali del XXI secolo.
L'antimaschio. Critica dell'incoscienza maschile Segre S. (Cur.) - Odoya, 2024 - Odoya Off
Oppressione delle donne, violenza maschile, sessismo e capitalismo, stereotipi di genere, crisi degli uomini, fine del patriarcato, cambiamento, liberazione maschile, uomini femministi... Sono solo alcuni dei temi che i saggi qui raccolti da Stefano Segre trattano con la radicalità e l'irriverenza che tipicamente contraddistingue i discorsi politico-culturali che aprono brecce nello stato di cose presente, che scardinano ordini simbolici e sfidano sedimentati costumi sociali altrimenti dati per naturali e perciò immutabili. Se è vero che occuparsi di certe questioni non era certo appannaggio di isolate avanguardie nel fermento rivoluzionario attorno al 1977, anno della prima pubblicazione dell'Antimaschio, rimane senza precedenti che a farlo siano stati in questo caso gruppi di soli uomini decisi a impegnarsi in pratiche di autocoscienza. Scopo di tali gruppi era quello di «mettere in crisi il ruolo maschile», nella consapevolezza che ciò «vuol dire inevitabilmente scavarsi dolorosamente dentro», iniziando a dare un nome ai propri privilegi, misurando il proprio grado di complicità a un sistema oppressivo che non manca, in ultima istanza, di opprimere i suoi stessi perpetratori, ovvero i maschi. L'attualità delle riflessioni contenute in questo volume sembra non compromessa dai suoi quasi cinquant'anni, soprattutto alla luce del dibattitto relativo alla recrudescenza della violenza maschile e dei femminicidi, al tema della mascolinità tossica e del rapporto tra il sesso e il genere nel suo formarsi culturalmente in una società ancora fortemente patriarcale.