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Libri editi da Officina Libraria Fotografia: reportage
Giocarsi la vita. Storie di detenzione in Cina. Ediz. italiana, inglese e cinese Niu Guozheng Demattè M. (Cur.) - Officina Libraria, 2019 - Libri Di Fotografia
Niu Guozheng è ormai un signore in pensione, nato e vissuto nella regione dello Henan, la più popolosa della Cina, ma a lungo esclusa dallo sviluppo economico delle città costiere. Spinto da un grande e autentico afflato egualitario e da un profondo senso della giustizia, Niu Guozheng per più di trent'anni scelse di testimoniare realtà "impresentabili" del suo paese, certo dell'importanza e del valore della memoria. Impiegato nei ranghi della Pubblica Sicurezza a Pingdingshan, il capoluogo di una zona mineraria molto attiva, entrò presto in contatto con alcune situazioni che il suo senso della giustizia riteneva ingiustificabili. Si dedicò quindi, con un profondo e assai raro senso di responsabilità storica, a registrare le vicende umane all'interno di alcune case mandamentali (in cinese shoushensuo , istituti, ormai quasi tutti dismessi, nei quali sono detenute le persone in attesa di giudizio per reati lievi, oppure condannate a pene fino a un anno), ritenendo che il trattamento riservato ai detenuti non facesse onore al suo paese. La sua attività di poliziotto munito di macchina fotografica, accettato o tollerato dai colleghi e dai detenuti, è durata quasi dieci anni, e deriva dalla convinzione che solo la conoscenza dei fatti possa portare alla soluzione dei problemi. Scegliere questa posizione equivale però a rinunciare alla visibilità, in un paese in cui le notizie che non abbiano un lieto fine non vengono rese pubbliche. Infatti la serie sulle case mandamentali a tutt'oggi non è mai stata pubblicata in Cina ed è stata mostrata solo una volta, per breve tempo, all'Accademia di Belle Arti di Beijing (CAFA). La fine della sua attività di testimone nelle case mandamentali coincide con la chiusura delle stesse perché le loro condizioni sono state riconosciute ai margini della legalità. Le immagini di Niu Guozheng, crude e sconvolgenti in alcuni casi, teneramente poetiche in altri, denotano un occhio che affianca all'intento documentario una qualità estetica molto accentuata che ci rimanda ai classici della fotografia. Il suo anacronismo, dovuto all'isolamento del suo paese in quegli anni, ci fa meglio capire la realtà di un'epoca appena trascorsa che sembra ormai molto lontana.
Alexander Calder. Catalogo della mostra (Torino, 26 giugno-19 ottobre 2008). Ediz. illustrata Mulas Ugo - Officina Libraria, 2008 - Imago
Ugo Mulas e Alexander Calder. Un grande fotografo e un grande artista legati da un'amicizia profonda. Il frutto visibile di questo incontro sono le centinaia di foto dell'istrionico artista americano, della sua famiglia, delle sue opere e delle sue case di Roxbury e Saché (Stati Uniti e Francia) scattate da Mulas, un "album di famiglia che rivelasse l'amore per il suo lavoro e la gioia che la sua amicizia mi dava". La scelta di immagini qui presentata, curata da Melina Mulas, figlia di Ugo e a sua volta nota fotografa, mette in evidenza il ruolo di critica d'arte non verbalizzata dello sguardo di Mulas. Il fotografo seppe infatti cogliere, come scrive Argan, "con incredibile finezza l'affinità genetica tra le opere e l'artista che le faceva, e nello stesso tempo la loro intima contraddizione, come se la leggerezza delle sculture riscattasse la gran massa del corpo dello scultore e la loro volubilità fosse uguale a quella del suo carattere bonario e capriccioso, espresso dal ciuffo dei capelli bianchissimi sempre scompigliati da un vento inesistente".