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Libri editi da Officina Libraria Archeologia per periodo e regione

Chimera relocated. Vincere il mostro. Catalogo della mostra (Firenze, 28 marzo-27 aprile 2017). Ediz. illustrata libro
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LIBRO   9788899765538

Chimera relocated. Vincere il mostro. Catalogo della mostra (Firenze, 28 marzo-27 aprile 2017). Ediz. illustrata Risaliti S. (Cur.)  Zucchi V. (Cur.)   -  Officina Libraria, 2017  -  Cataloghi Di Mostre

La celebre Chimera di Arezzo, un bronzo votivo etrusco degli inizi del IV secolo a.C., fu rinvenuta nel 1553 nella città di Arezzo e fu subito trasferita a Firenze per volere del duca Cosimo I de' Medici, che la fece collocare nella sala dedicata a papa Leone X de' Medici in Palazzo Vecchio, residenza del principe e sede del governo. Secondo l'intento di Cosimo, la Chimera doveva testimoniare la presunta (e desiderata) continuità del potere dai tempi dell'antica dominazione etrusca sino all'attuale governo ducale. La Chimera rimase in Palazzo Vecchio sino al 1718, quando venne trasferita nella Galleria degli Uffizi, per poi entrare a far parte, dal 1870, della collezione stabile del Museo Archeologico Nazionale di Firenze. Raramente uscita dal museo, la scultura è stata esposta per un mese proprio nella sala di Palazzo Vecchio dove è rimasta collocata per quasi due secoli. Il catalogo presenta saggi di approfondimento sul contesto storico-artistico della Firenze medicea, sulla fortuna dell'opera dal suo ritrovamento, sul busto di Cosimo I di Baccio Bandinelli e sulla sala di Leone X in Palazzo Vecchio.

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Un viaggio letterario in Etruria e nell'Italia antica libro
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LIBRO   9788833673646

Un viaggio letterario in Etruria e nell'Italia antica Della Fina Giuseppe   -  Officina Libraria, 2026  -  Sguardi

Il recupero degli oggetti - reperti - è un'azione significativa, in grado di restituire indirettamente un passato più o meno lontano nel tempo. Dopo averli riportati alla luce, l'archeologo deve identificarli, classificarli, datarli, individuare l'area di produzione e, quando è possibile, la bottega dell'artista o dell'artigiano che li ha prodotti. Vanno anche valutati sotto il profilo estetico, quando l'archeologia si fa storia dell'arte. A questo punto è tutto? Non ne sono sicuro: andrebbe recuperata l'umanità degli uomini e delle donne che hanno realizzato, o utilizzato, quegli oggetti riportati alla luce. C'è infine un altro aspetto, poco considerato nel lavoro dell'archeologo e dagli archeologi stessi: il ruolo di ponte svolto tra il passato e il presente e, in una certa misura, il futuro. Ritengo che il fascino segreto dell'archeologia risieda in questo o, almeno, anche in questo.

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