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Libri editi da Ombre Corte Nord Africa

Dopo la rivoluzione. Paesaggi giovanili e sguardi di genere nella Tunisia contemporanea libro
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LIBRO   9788869480768

Dopo la rivoluzione. Paesaggi giovanili e sguardi di genere nella Tunisia contemporanea Queirolo Palmas Luca  Stagi Luisa   -  Ombre Corte, 2017  -  Etnografie

Un viaggio etnografico attraverso la Tunisia in cui si dà voce ai segmenti di quella gioventù definita sublime e ammirabile nel 2011 e oggi stigmatizzata dall'ordine costituito come una nuova classe pericolosa di cui diffidare. Il racconto di un potere restaurato, di un corpo sociale in cui crescono disagio, frustrazione, disillusione e indifferenza nei confronti del nuovo sistema politico; in cui al tempo stesso le rivolte endemiche che infiammano il paese testimoniano il carattere fragile e provvisorio degli equilibri raggiunti. In chiave metaforica e teatrale, esplorazione e narrazione seguono le storie dei personaggi come in una rappresentazione: l'entrata in scena, la memoria della rivoluzione, il desiderio di fuga e di altrove, il viaggio nelle zone d'ombra del paese e infine il rovesciamento della loro interrogazione sugli autori che li interrogano e l'approdo all'auto-etnografia, il commiato dalla situazione.

€ 15.00 € 14.25
La rivoluzione algerina e la liberazione dell'Africa. Scritti politici (1957-1960) libro
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LIBRO   9788869480751

La rivoluzione algerina e la liberazione dell'Africa. Scritti politici (1957-1960) Fanon Frantz  Khalfa J. (Cur.)   -  Ombre Corte, 2017  -  Frontiere

Il nucleo degli scritti qui raccolti è costituito dagli articoli che Fanon scrisse in forma anonima per l'edizione francese di "El Moudjahid", giornale del Fronte di liberazione nazionale algerino al quale collaborò dal 1957 al 1960. In essi - come osserva Jean Khalfa nell'introduzione -non è difficile scorgere il suo stile, la sua insistenza sui processi vitali all'opera in ogni disalienazione, il suo interesse per una coscienza che si forma solo liberandosi dalle identità del passato, così come la sua preoccupazione di impedire l'ossificazione delle strutture rivoluzionarie e del neocolonialismo, e la sua fedeltà a una dimensione propriamente rivoluzionaria del movimento nazionale algerino. In generale, questi scritti mostrano come nel contesto rivoluzionario si elabori la rottura con la centralità della Francia: condizione ideale nella quale cresce ed evolve anche il pensiero di Fanon. La rivoluzione algerina appare come l'epicentro dal quale si propagano le scosse telluriche che fanno oscillare la torre d'avorio dalla quale gli intellettuali europei - non solo francesi - hanno raccontato il resto del mondo, subordinandolo alle loro voci, alle loro lingue. Al tempo stesso, la rivoluzione algerina è anche la lente attraverso la quale è possibile leggere il mondo oltre il conflitto con la République, mettendo a nudo le contraddizioni e le ingiustizie di una geografia centrata sul ruolo dell'Europa nel mondo. Il confine tra Parigi e Algeri diventa il collettore di istanze di lotta e di liberazione che riguardano l'intero continente africano, i processi di costruzione di nuove società, ma anche lo spunto per riflettere sull'Europa, sul suo rapporto con il fascismo e il colonialismo nella costruzione del mondo occidentale.

€ 12.00 € 11.40
LIBRO   9788869480690

Il bacino maledetto. Disuguaglianza, marginalità e potere nella Tunisia postrivoluzionaria Pontiggia Stefano   -  Ombre Corte, 2017  -  Etnografie

Questo libro analizza una delle questioni chiave del processo che ha portato all'allontanamento del dittatore Ben Ali e che è sempre presente nel dibattito pubblico: l'idea secondo cui alcune parti del Paese si siano rivoltate perché marginalizzate, escluse dalla ricchezza e dallo sviluppo. Tra il 2014 e il 2015 l'autore ha vissuto alle porte del deserto allo scopo di rispondere ad alcune domande: che cosa significa essere marginalizzati in Tunisia? Come si riproduce giorno per giorno? Quale peso ha avuto nella storia recente, non solo del Paese, ma di un'intera regione? Ciò che ne emerge è un ritratto approfondito del modo in cui la presenza dello Stato, le relazioni di potere a livello locale, la struttura sociale e la gestione del territorio concorrono a riprodurre e consolidare disuguaglianze, disoccupazione, e una desolante assenza di prospettive. La marginalità, in conclusione, non è un processo di esclusione sociale ma il risultato dell'integrazione di territori e persone in una gerarchia sociale, politica, economica e culturale che privilegia alcuni a discapito di altri.

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