Ombre Corte Libri
Libri editi da Ombre Corte Discriminazione sociale
Parlare di razza tra Italia e Stati Uniti Petrovich Njegosh T. (Cur.) Scacchi A. (Cur.) - Ombre Corte, 2012 - Culture
Episodi recenti di violenza razzista hanno cominciato a incrinare il mito degli "italiani brava gente". L'idea diffusa della diversità della nostra storia rispetto a quella, segnata da schiavitù, segregazione, imperialismo e conflitti razziali, di altre nazioni, sia in Europa sia nelle Americhe, è basata sulla rimozione del passato coloniale dell'Italia. All'amnesia storica si accompagna un presente in cui la rilevanza della "razza" viene negata. Tuttavia la "razza" - formazione storico-culturale che paradossalmente esiste e non esiste, in quanto pur essendo priva di referenti oggettivi nella realtà produce in essa effetti significativi - opera quotidianamente sia come categoria sociale e strumento di esclusione, sia come costruzione simbolica e istanza identitaria. I saggi di questo volume, in dialogo con la storiografia più recente del colonialismo italiano, con gli studi sulla whiteness e sulla traduzione culturale, offrono un panorama ampio e articolato dei modi in cui la "razza" entra nei discorsi sociali, politici e culturali dell'Italia contemporanea. Attraverso un approccio comparativo e multidisciplinare, che prende in esame il passaggio di discorsi, testi, immaginari e pratiche tra l'Italia e gli Stati Uniti, il volume illumina i modi in cui il paradigma razziale statunitense, fondato sul binomio bianco/nero, viene declinato e tradotto secondo dinamiche specificamente nazionali.
Iperincarcerazione. Neoliberismo e criminalizzazione della povertà negli Stati Uniti Wacquant Loïc - Ombre Corte, 2013 - Americane
A partire dalla metà degli anni Settanta gli Stati Uniti hanno sperimentato una graduale sostituzione della regolazione della povertà attraverso il welfare con un continuum carcerario-assistenziale che intreccia e connette i discorsi, le pratiche e le categorie del workfare con quelle di un apparato penale ipertrofico e iperattivo. Questo passaggio, però, non riguarda tutti gli americani: esso si manifesta soprattutto nei confronti dei poveri, dei pericolosi, dei reietti, di coloro che si mostrano recalcitranti al nuovo ordine economico ed etnorazziale che va delineandosi sulle ceneri del defunto sistema fordista-keynesiano e del ghetto urbano in via di sgretolamento. Colpisce dunque soprattutto il sottoproletariato di colore delle grandi città, i segmenti dequalificati e precari della classe operaia, e coloro che, rifiutando un "lavoro schiavistico" e un salario da fame, si rivolgono all'"economia informale di strada". La tesi a cui giungono i documentati saggi qui raccolti è che questa trasformazione si presenta strettamente connessa alla complessiva ristrutturazione neoliberista del mercato e dello stato. I nuovi criteri di criminalizzazione e di controllo sociale rappresentano solo la punta dell'iceberg di un complesso di politiche pubbliche che comportano la riorganizzazione e il ridispiegamento dello stato. L'obiettivo è rafforzare i meccanismi di mercato e di disciplinare il nuovo proletariato postindustriale, tenendo a freno la disarticolazione... Prefazione di Patrizio Gonnella.
Dentro le gang. Giovani, migranti e nuovi spazi sociali Queirolo Palmas L. (Cur.) - Ombre Corte, 2009 - Culture
I saggi raccolti in questo volume esplorano il mondo subalterno dei figli dell'immigrazione attraverso un lungo lavoro di ricerca condotto in diversi contesti urbani a contatto diretto con quelle aggregazioni giovanili che i media sono soliti definire "bande": un'etichetta stigmatizzante che riflette la produzione di panico nei confronti delle pratiche di visibilità e socialità di strada dei giovani immigrati. Gli stessi autori affermano di essersi avvicinati al fenomeno delle gang sull'onda dell'allarmismo mediático, ma provando a conoscerlo e a viverlo dall'interno, attraverso l'osservazione partecipante, ricostruendo significati e vissuti che i membri di queste stesse formazioni assegnano alla propria esperienza partecipativa. Le interpretazioni di questi mondi da un lato rivelano la costituzione di nuovi spazi pubblici, dall'altro evocano forme di risignificazione dal basso che rifiutano l'etichetta sicuritaria di gang e riconfigurano in modo collettivo una condizione di marginalità e vulnerabilità. La lettura che si propone del fenomeno è scandita da alcune parole chiave: derive e approdi familiari, estetica come accumulazione di capitale simbolico, ludicità come pratica di resistenza, costruzione generazionale come risposta a un invecchiamento sociale obbligato, violenza come gesto praticato e segno subito.