Orthotes Libri
Libri editi da Orthotes Arti: argomenti d'interesse generale
Sentire il grisou Didi-Huberman Georges Fogliotti F. (Cur.) - Orthotes, 2021 - Dialectica
La domanda che Georges Didi-Huberman pone all'inizio di Sentire il grisou è vertiginosa: come veder venire la catastrofe? Come percepire il livello di grisou nell'aria, questo gas inodore e incolore altamente infiammabile che saturando i pozzi minerari rischia di provocare un'esplosione? Era uso corrente, presso i minatori di un tempo, discendere nel ventre della terra con un pulcino in gabbia: brutto segno quando le ali iniziavano a fremere... Secondo Didi-Huberman le immagini hanno la stessa funzione, al contempo divinatoria e alare: se iniziano a fremere, ad agitarsi, a smarcarsi dalla quieta "normalità" che le rende quasi invisibili (e di conseguenza illeggibili e inconoscibili), qualcosa sta per spiccare il volo. Attraverso un'operazione di montaggio in cui "rime di voci" e "rime di immagini" innescano un potente movimento dialettico, è sorto (o si è sollevato) La rabbia, film "lirico-documentaristico" che Didi-Huberman non esita a definire «un atlante in movimento dell'ingiustizia contemporanea» e di cui offre, in queste pagine, una lettura nuova e penetrante.
La formatività assoluta. Per una fisica dell'arte Porceddu Cilione Pier Alberto - Orthotes, 2018 - Ricercare
Che cosa significa esattamente la parola "arte"? A un primo sguardo sembra che il concetto di "arte" abbia sempre avuto a che fare con la natura del bello e con l'estetica. Ma quando ci chiediamo che cosa significhi in origine la parola «arte», ci imbattiamo nella problematica tensione che tiene insieme tre concetti decisivi della tradizione metafisica: "natura", "arte" e "tecnica". In ultima analisi il tratto più essenziale dell'arte sembra essere quello dell'"artificialità". Ma come va pensato il nesso tra "naturalità" e "artificialità"? E come si pone la questione della "tecnica" - nome originario dell'"arte" - nel rapporto tra quei due concetti apparentemente contrapposti? In un'epoca nella quale il dominio della tecnologia non impedisce alla filosofia di sviluppare un rinnovato interesse verso le forme della natura, ci si chiede se non sia l'arte il luogo più eminente nel quale abbiamo pensato il problematico rapporto tra "tecnicità" e "naturalità".