Orthotes Libri
Libri editi da Orthotes Studi teatrali
Sul teatro musicale. Busoni, Wagner, Mozart, Cajkovskij, Janacek Zizek Slavoj Giordano D. (Cur.) - Orthotes, 2014 - Ricercare
In questo libro si compie un viaggio tra alcune delle più importanti opere per il teatro musicale scritte da grandi compositori. Il percorso di analisi come in una seduta dallo psicoanalista - non è mai banale e piccoli dettagli che sembrano inizialmente irrilevanti assumono connotati decisivi: e allora Busoni avrebbe scritto il finale dell'incompiuto Doktor Faust nella tonalità dell'apertura e della speranza di Do maggiore, oppure in quella oscura e deprimente di Mi bemolle minore? E Evgenij Onegin dell'opera omonima di Cajkovskij è un omosessuale che ama l'amico Lenskij, come verrebbe messo in luce da un'originale lettura del testo dell'opera? E, in senso completamente opposto alla convinzione di Nietzsche, in Parsifal sono presenti i temi dell'ideologia pagana ardentemente celebrata da Wagner, mentre è la Tetralogia dell'Anello l'opera più cristiana del compositore tedesco?
Carmelo Bene. La grandiosità del vano Grande Maurizio Ceraolo F. (Cur.) - Orthotes, 2026 - Falsi Raccordi
Il volume raccoglie l'intera produzione, critica e saggistica, edita e inedita, di Maurizio Grande su Carmelo Bene. Dal 1969 al 1995, gli scritti di Grande accompagnano l'esperienza dell'artista salentino, a cavallo tra teatro e cinema, facendone emergere le peculiarità e le contraddizioni, leggendola in controluce con la tradizione e le forme contemporanee. Maurizio Grande ribalta l'interpretazione classica dell'esperienza di Bene come parte delle neoavanguardie novecentesche e ne offre una lettura completamente originale, che la riconnette alla tradizione del teatro borghese pur rovesciata di natura e significato. Bene è un interprete fondamentale della crisi della soggettività drammatica e aristotelica che, da Shakespeare in poi, ha gradualmente ripensato il soggetto cartesiano e il suo rapporto con il mondo nella forma dell'imitazione dell'azione. Nozioni come la crisi della rappresentazione, la phoné, la macchina attoriale, diventano così parte di quel percorso più complessivo di disfacimento dell'ambizione metafisica di riannodare pensiero ed essere, interiorità ed esteriorità, idea e linguaggio. Spaziando da lunghi testi teorici a brevi recensioni, il volume offre al lettore l'opportunità di confrontarsi con l'esito di un sodalizio che ha segnato la storia dello spettacolo italiano del secondo Novecento. Per la prima volta, pagine straordinarie come l'Introduzione mai pubblicata per l'Opera Omnia, o scritti ancora in bozza conservati per decenni e finora sconosciuti, completano il corpus di un lavoro teoretico-critico imprescindibile per chiunque si occupi di Bene e più in generale di spettacolo.