Passigli Libri
Libri editi da Passigli Firenze
La saga delle colombe. Villa La Selva il lager alle porte di Firenze Jonas Giorgio Jonas Matilde - Passigli, 2012 -
Quando si pensa alla Shoah vengono subito in mente i grandi campi di sterminio, Auschwitz, Treblinka, Belzec, Mauthausen, luoghi nei quali l'assassinio era pianificato con criteri industriali. Ma pochi conoscono la rete di campi di concentramento, spesso solo prima tappa di per il trasferimento nei grandi campi di sterminio, presenti in Italia dall'estate del 1940alla fine della guerra. Villa La Selva, a nove chilometri dal centro di Firenze, in comune di Bagno a Ripoli, era con quelli di Civitella della Chiana, di Sant'Andrea a Rovezzano e di Anghiari, uno dei quattro campi istituiti in Toscana e destinati a essere tradotti dal comando tedesco a Fossoli, e di là ad Auschwitz. Questo libro singolare, costituito dal diario di un internato e dal viaggio intrapreso dalla figlia, decenni dopo, alla ricerca delle radici e della famiglia del padre, ebreo ungherese appartenente alla società colta e cosmopolita dell'ex Impero austroungarico, consente da una parte, attraverso il diario, di entrare nel vivo di un dramma al tempo stesso storico e personale, e dall'altra di ricucire una vicenda familiare emblematica dei terribili sconvolgimenti e della diaspora ebraica nel 'secolo breve'. Se fascismo e nazismo hanno cercato di cancellare addirittura il ricordo di coloro che hanno sterminato, libri come questo hanno la funzione di un atto di amore verso la Storia e il sapore di un gesto di irriducibile 'resistenza' attraverso la memoria.
Firenze da non perdere. Guida ai 100 capolavori. Ediz. illustrata Uzzani Giovanna - Passigli, 2007
"Il patrimonio artistico fiorentino ha dimensioni quantitative imponenti. Non esiste niente di paragonabile in Europa. Duecentocinquantamila sono le opere d'arte conservate soltanto nei musei statali: dalla Primavera di Botticelli degli Uffizi alle medaglie del Bargello, dal David di Michelangelo dell'Accademia alle gemme antiche dell'Archeologico, dai Raffaello della Palatina agli avori e alle porcellane del Museo degli Argenti, ai Silvestro Lega e ai Giovanni Fattori della Galleria d'Arte Moderna. Altre centinaia di migliaia di 'cose' si conservano nelle chiese, nei palazzi patrizi, nelle collezioni comunali, nelle fondazioni. Altre ancora - si tratta spesso di capolavori assoluti riprodotti in tutti i manuali di storia dell'arte - sono visibili nelle piazze e nelle strade: il Perseo di Benvenuto Cellini, il Nettuno di Bartolomeo Ammannati, il Ratto delle Sabine del Giambologna, la Porta Nord di Lorenzo Ghiberti nel Battistero di San Giovanni. Ma non è solo la quantità il carattere distintivo del patrimonio artistico fiorentino. All'ombra del Campanile di Giotto, la quantità si coniuga con la eccezionalità e con la esemplarità." (Antonio Paolucci)