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Il religioso nella cultura di massa. Da Gesù di Nazareth a Lady Gaga Grimaldi Alessandro - Passione Educativa, 2014 - Passaggi Confine. Studi Scienze Religiose
Negli ultimi tempi la dimensione educativa dell'azione ecclesiale è rilanciata insieme ad un auspicabile rinnovamento della prassi credente. La Chiesa è sollecitata ad incontrarsi, senza scontrarsi, con la cultura di massa. In questo testo l'attenzione è rivolta alla trasformazione che subisce il religioso quando viene utilizzato, come insieme di segni che rimandano al sacro, nei prodotti dell'industria culturale. Quale immagine di Gesù emerge dalle pellicole cristologiche, come vengono raccontate le storie dei testimoni della fede dalla fiction televisive, che significato assumono le categorie religiose (il sacerdote, la suora, la corona del Rosario, il crocifisso, etc.) quando vengono utilizzate nei videoclip musicali, negli spot promozionali e nei trailer, sono tutte questioni oggetto di osservazione, soprattutto lì dove questi simboli cristiani si incontrano e si confondono con elementi caratterizzanti altre culture.
Cum Munus. Relazione, alterità, dono Cervelli In Onda - Passione Educativa, 2014
"Un volume che attraversa i sentieri della vita! Nel porgere al lettore queste note, si cerca solo di avviare una sana curiosità nel tentare di percorrerli e di condividerne la sensibilità e le motivazioni. Riportare a tema il senso e il valore delle trame sociali e delle relazioni (Comunità), proprio in questo nostro tempo di "folla solitaria" e di riduzione nel privato, diventa un equivocabile merito: il senso comunitario è via opportuna per ritrovare e riaffermare il valore dell'umano." (Orazio Franco Piazza)
Il religioso nella cultura di massa. Da Gesù di Nazareth a Lady Gaga Grimaldi Alessandro - Passione Educativa, 2016
"L'autore, in questo testo, innanzitutto, ci spinge a confrontarci con quel sistema dei media che marca in maniera decisiva stili di vita e credenze e che pone le agenzie educative alla prova di un "sincretismo strumentale" e delle dinamiche culturali che genera. Ci affida la responsabilità di non arrenderci alla distanza che spesso separa il linguaggio dell'annuncio da quello di chi abita in un ambiente "naturalmente" connesso, senza soluzioni di continuità. A questo proposito, il testo sottolinea come sarebbe limitativo, se non addirittura fuorviante, pensare ancora e semplicemente ai nativi digitali e non più in generale a una dimensione che oggi attraversa e abbraccia le generazioni. Tale comunanza è veicolata in maniera emblematica nei prodotti dell'industria culturale. Di qui l'analisi che l'autore conduce attorno a cinema, televisione, videoclip, spot e trailer, volta a una comprensione della realtà che li suscita e che attraverso di loro si alimenta: conoscerla nelle sue tendenze è condizione per conoscere l'altro - i suoi codici simbolici - e, quindi, per l'incontro e la stessa proposta di fede" (Ivan Maffeis)