Pazzini Libri
Libri editi da Pazzini Storia dell’arte e stili artistici: dal 1400 al 1600
La doppia porta. Ediz. illustrata Vittorini B. (Cur.) Fazi B. (Cur.) - Pazzini, 2022 - Varia
Viene qui presentato il frutto di un percorso che ha visto i due autori, grazie alla loro professione di restauratori, vivere e fare esperienza quotidiana del Palazzo Ducale di Urbino delle sue opere. Indirizzati da particolari, usualmente trascurati o addirittura ignorati, hanno intuito la presenza di un disegno segreto, al quale sono stati introdotti tramite la fascinazione di una esperienza estetica orientata ad una dimensione contemplativa, foriera di profonde riflessioni. Colpendo corde intime e profonde si delinea tale disegno: "il Microcosmo umano trova corrispondenza nel Macrocosmo del Palazzo. Della residenza ducale emerge così un itinerario iniziatico - analogie e corrispondenze di Simboli e Segni disseminati attraverso le sale - che, grazie ad una sapiente alternanza di armonia e di sottile inquietudine interiore suscitati nel riguardante, indirizza verso i sacra loca, che ne costituiscono il suo cuore pulsante". Il testo guarda dunque alla dimora di Federico in modo "altro" tramite gli strumenti forniti da psicologia dell'arte, psicoanalisi e psicologia analitica e restituisce, dei manufatti pittorici e architettonici oggetto di indagine, una lettura "nuova" finalizzata all'esplorazione e all'analisi degli archetipi fondamento della loro creazione. Vengono così individuati i risvolti oscuri dell'Umanesimo a Urbino che sembravano contrastare con l'ideale armonico classico: luce e oscurità stanno in reciproco rapporto di opposizione e compensazione, come nella psiche lo stato di coscienza sta all'inconscio. Il restauro può rendere visibile l'invisibile e questo assunto si presta a molte chiavi di lettura, utili ad accendere l'attenzione, se non la luce, intorno ad alcune zone d'ombra di questa professione.
Gerino da Pistoia alla Verna. Un ciclo cinquecentesco di affreschi restituito alla luce. Ediz. illustrata Dell'amico M. (Cur.) Giorgi A. (Cur.) Rogers Mariotti J. (Cur.) - Pazzini, 2007 - Historica
Il Santuario della Verna racchiude da secoli tesori immensi di spiritualità e di arte; oltre alle tavole robbiane, conserva un altro ciclo figurativo plurisecolare. Si tratta di un ciclo di affreschi cinquecenteschi, opera principalmente di Gerino da Pistoia, ed è costituito da 51 medaglioni che rappresentano altrettanti Santi o Beati francescani (o gruppi di Beati, nel caso dei Martiri), ognuno evidenziato da particolari iconografici e da didascalie che ne esprimono la specificità. Nel 1999, un provvidenziale stanziamento permise il restauro dei 51 medaglioni affrescati nei corridoi del Dormitorio della Verna. La decorazione dei sovrapporta delle celle del Convento fu, per Gerino e i suoi collaboratori, un lavoro "di frontiera".
Trasfigurazione. Lettura evangelica dell'ultima opera di Raffaello. Ediz. illustrata Stefani Piero - Pazzini, 2026 - Arti E Teologie
Il fulcro attorno al quale ruota l'intensa e originale riflessione di Piero Stefani è l'ultimo capolavoro di Raffaello Sanzio: la Trasfigurazione (oggi alla Pinacoteca vaticana), commissionata dal cardinal Giulio de' Medici - futuro Clemente VII - per la cattedrale di Narbonne. Gesù si trasfigura: "Il suo volto rifulse come il sole e le sue vesti divennero candide come luce" (Mt 17,2). In questa luce, che trasforma l'immagine di Gesù, è condensata la componente pasquale del mistero della bellezza. La pittura, legata allo spazio, riesce a rappresentare simultaneamente quanto il tempo del racconto è obbligato ad esporre in successione. In una specie di composizione teatrale che vede i personaggi disposti su due piani, Raffaello colloca in alto la Trasfigurazione e in basso l'affollata scena della mancata guarigione, da parte dei discepoli, di un fanciullo indemoniato. Al volto di Gesù trasfigurato sul monte, corrisponde, per antitesi, a valle quello stravolto del ragazzo. Si tratta di una composizione senza precedenti, ripresa e imitata, una ottantina di anni dopo, da Peter Paul Rubens.