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Libri editi da Piano B Antropologia

Geografie del collasso. L'antropocene in 9 parole chiave libro
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LIBRO   9788893711241

Geografie del collasso. L'antropocene in 9 parole chiave Meschiari Matteo   -  Piano B, 2021

Covid-19 è il primo grande trauma collettivo dell'Antropocene, una catena di eventi materiali, culturali e sociali che stanno aggredendo il nostro immaginario con un impatto incalcolabile. Un effetto profondo della pandemia sarà costringere l'umanità al prossimo step cognitivo: l'accettazione della fine della pace climatica dell'Olocene. Abbiamo bisogno di tempo, ma il tempo a disposizione è poco. Negare il trauma, fare come l'erbivoro assalito dalla belva che si anestetizza per non vedere la fine è qualcosa che non possiamo permetterci. "Geografie del collasso! è stato scritto per cominciare a capire il cambiamento, per reagire come persone pensanti agli effetti inevitabili dell'Antropocene.

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La fabbrica dei mondi. Geografie immaginate e Territà libro
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LIBRO   9788893711807

La fabbrica dei mondi. Geografie immaginate e Territà Meschiari Matteo   -  Piano B, 2024

Quando una civiltà muore, di solito lo fa lentamente, accumulando sintomi invisibili, assistendo impotente o indifferente all'aggressione dei sogni e delle cosmologie. Quando il crollo è avvenuto, l'unica cosa che rimane a chi sopravvive, a parte frammenti del mondo di prima, è la Terra sotto i piedi. Né madre né matrigna, né massa inerte né Gaia senziente, la Terra è come un grande animale del Tempo di cui restano solo le ossa. L'unico modo per de-estinguerla è re-immaginarla. Questo legame mentale ed erotico con il corpo terrestre è la Territà, un termine che respinge ogni definizione ma che attira delle zone di senso: da un lato "Collasso", "Antropocene", "Apocalisse", dall'altro "Rito", "Mito", "Sacro". Italo Calvino, Pier Paolo Pasolini, John Ronald Reuel Tolkien, Cormac McCarthy, Paul Shepard, William Vollmann, Laura Pugno, Laura Pariani e alcuni altri ci dicono qualcosa di irrinunciabile su ciascuna di queste zone, sul bisogno di fabbricare mondi immaginati per capire i mutamenti del nostro. Come scout in avanscoperta nella "wilderness" dei tempi, ci portano frammenti di mappa e, nel grande gioco di cartografia dell'immaginario terrestre da cui dipende la nostra salvezza, fanno qualcosa di contemporaneo e al tempo stesso ancestrale. Perché il punto è questo: nei grandi passaggi d'epoca, nei momenti di crisi e di collasso, la nostra specie, antropologicamente, poeticamente, ritorna ancora e sempre alla Terra, al pensare e immaginare la Terra come atto di sopravvivenza e rifondazione.

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Il dio che danza in catene. L'orso, tra sacro e selvatico libro
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LIBRO   9788893712019

Il dio che danza in catene. L'orso, tra sacro e selvatico Boer Francesco  Bortesi Fabio   -  Piano B, 2026  -  Fuoricollana

«Ma non hai paura, a camminare da solo nel bosco?». È sempre la stessa storia, che viene però da molto lontano: attraversa la Lapponia dei cacciatori Sámi, che uccidevano il re delle foreste con rispetto e preghiere sulle labbra; risale alla preistoria, dove l'orso era già dio e nemico, doppio dell'uomo e suo specchio; si addentra nei rituali medievali e nelle fiere di paese, dove l'animale incatenato danzava - ridicolo e terribile - per il divertimento di tutti. L'orso si alza su due piedi come un uomo. Cammina, usa le zampe con delicatezza, osserva con uno sguardo che sembra capire. Per questo ci ha sempre ossessionato: è troppo simile a noi per essere solo un animale, e troppo selvatico per essere un uomo. Tra la foresta e la gabbia, tra la bestia sacra e il clown in catene, si dipana una storia simbolica che è, in fondo, la storia del nostro rapporto con la natura - e con le parti di noi stessi che non siamo mai riusciti del tutto a domare. Francesco Boer e Fabio Bortesi intrecciano simbologia, antropologia, mitologia e fiaba in un viaggio che non ci risparmia né la ferocia dell'orso né quella dell'uomo: la grande strage tra il XVI e il XIX secolo che decimò i plantigradi d'Europa; i rituali di iniziazione in cui il guerriero «si vestiva di pelo»; le leggende di bambini adottati dagli orsi e le maschere di carnevale che ancora oggi li fanno danzare. Un viaggio che ci fa tremare - di fascino e di inquietudine - come fa tremare il bosco quando sai che lì dentro, da qualche parte, c'è qualcosa di molto più grande di te.

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