Ponchiroli Libri
Libri editi da Ponchiroli EUROPA
Witnesses of stone. Monumenti e architetture della Bulgaria rossa 1944-1989. Ediz. illustrata Vukov Nikolai Ponchiroli Luca - Ponchiroli, 2011
Percorrendo le strade della Bulgaria ci si imbatte, quasi inevitabilmente, in monumenti, sculture, immagini che risalgono agli anni del regime comunista. Strumenti di propaganda ideologica creati per proclamare la gloria del nuovo ordine sociale e plasmare una memoria collettiva destinata a durare, nelle intenzioni, per sempre. Alla caduta del regime l'esistenza stessa di queste strutture venne inevitabilmente messa in discussione: molte furono abbattute, altre trasformate per renderle compatibili con la nuova situazione politica. La domanda era sempre la stessa: cancellare o no quei resti di un passato da dimenticare? In molti casi di quei relitti monumentali non rimangono oggi che piedistalli vuoti, in altri, invece, continuano a decorare strade e piazze del Paese, testimonianze del periodo più controverso della moderna storia bulgara. Questo libro vuole offrire una selezione della varietà di monumenti di epoca comunista che si possono visitare ancora oggi in Bulgaria. Al materiale fotografico utilizzato - totalmente originale e inedito - è stata affiancata una minuziosa analisi archivistica utile a meglio comprendere le "strategie monumentali" del regime e individuare la distribuzione geografica dei "testimoni di pietra" a cui è dedicato il volume.
Chernobyl surfing Filatova Elena - Ponchiroli, 2011
Sono passati ormai 25 anni da quel maledetto 26 Aprile del 1986, quando la centrale nucleare di Chernobyl esplose violentemente nel cielo della primavera ucraina. In sella alla motocicletta di Elena Filatova ripercorreremo la vasta area colpita dalle radiazioni, attraverseremo i villaggi, le strade e le città deserte che oggi rimangono a testimoniare, nel loro terribile silenzio, ciò che è rimasto dopo il più grave disastro nucleare della storia dell'umanità.
Mantova perduta. Incanti e scempi, pietre e polemiche. Ediz. illustrata De Agostini Cesare - Ponchiroli, 2011
Amata vissuta studiata, Mantova incanta, forse delude, ma poi ritorna con fascino moltiplicato. I libri che percorrono questa specie di sinusoide non si contano: studi poderosi, estesi in vari volumi che trattano separatamente della storia, dell'arte, della letteratura, addirittura della cronaca, estratta dai secoli. Ma ci sono anche innumerevoli compendi, che avanzano con la meticolosità degli studiosi o con la vivacità dei giornalisti. "Mantova perduta" appartiene a questa seconda categoria. Perduta perché? La città si presentava ad affrontare il Novecento con mura, bastioni, ponti, torri e torrette. Ma soprattutto Porte. Nel giro di qualche decennio, quel volto così particolare, così suggestivo, subì una serie di interventi chirurgici dove il bisturi era sostituito dal piccone. I connotati ne uscirono fatalmente stravolti. Con l'idea di fare spazio, di inseguire la luce e di seguire il "progresso", si cominciò a demolire. Fu una febbre. Le mura sparirono, i bastioni furono soppressi, anche le Porte non si sottrassero al loro destino. Erano cinque, San Giorgio Mulina Pradella Pusterla e Cerese. Sopravvisse solo Porta Giulia ma, sorgendo a Cittadella, era considerata fuori dal cerchio cittadino. Fu la sua fortuna. Dopo aver presentato la storia dei Gonzaga senza piedestalli né tendaggi, un po' contropelo, "Mantova perduta" dà conto del suo titolo seguendo un filo principale, quello delle molteplici e non di rado feroci polemiche che si accesero tra la Gazzetta di Mantova e la Provincia.