Priuli Verlucca Libri
Libri editi da Priuli Verlucca Castelli e fortificazioni
Castelli e caseforti della Valle d'Aosta Caresio Franco Cossavella Cesare - Priuli & Verlucca, 2013 - Guide E Manuali
Castelli e caseforti della Valle d'Aosta - Priuli & Verlucca
Castelli del Trentino. Ediz. italiana, inglese e tedesca Faganello Flavio Festi Roberto - Priuli & Verlucca, 2005 - Trentino E Sud Tirolo
Forse nessun'altra regione italiana ha un numero così elevato di castelli come il Trentino. Posto nel cuore della regione alpina, l'importanza strategica della sua posizione geografica ha fatto sì che il Trentino nel Medioevo si popolasse di numerose fortezze edificate soprattutto per esigenze militari. A partire dal 1500 molti castelli hanno subìto lavori di adattamento estetico in base ai gusti del tempo e del casato, rendendo così possibile la diffusione di nuovi modelli architettonici in certi casi completamente diversi dalla struttura originaria. Il castello non è però solo documento storico e architettonico, ma è anche un luogo d'arte privilegiato che offre al suo interno suggestive proposte artistiche.
Fortificazioni nell'arco alpino. L'evoluzione delle opere difensive tra XVIII e XX secolo Minola Mauro Ronco Beppe - Priuli & Verlucca, 2008 - Quaderni Di Cultura Alpina
Sulle nostre Alpi le opere difensive costituiscono un patrimonio unico che merita di essere conservato e adeguatamente valorizzato. Dalla grande fortezza di sbarramento che chiudeva il passaggio della vallata alle armate nemiche, alle scarse tracce degli antichi trinceramenti eretti per difendere un colle o un passaggio di grande importanza, fino alle casematte di calcestruzzo del Vallo Alpino, le testimonianze di un passato non sempre facile tornano a riscuotere un grande interesse tra il pubblico che ama la montagna. In questo libro vengono descritte le principali tipologie in cui è possibile suddividere le fortificazioni che hanno popolato il versante italiano delle Alpi, a partire dal XVI secolo fino al passato più recente. Un mondo che, a dispetto dei danni recati dal devastante saccheggio dei recuperanti, rappresenta tutt'oggi, per quantità e qualità di opere erette in tutte le valli, uno degli aspetti più emblematici della progressiva antropizzazione della montagna.