Red Star Press Libri
Libri editi da Red Star Press Isole britanniche
Qui Belfast. Storia contemporanea della guerra in Irlanda del Nord Calamati Silvia - Red Star Press, 2013 - Unaltrastoria
Dal 1982 fino ai giorni nostri, Silvia Calamati ha vissuto in prima persona la questione dell'Irlanda del Nord. Un dramma a cui, con "Qui Belfast", l'autrice cerca di dare voce, aprendo una breccia in quel muro di omertà che circonda il conflitto nord-irlandese. Una censura il cui prezzo più alto è stato pagato da migliaia di civili innocenti, costretti a subire le violenze dello Stato, delle forze di sicurezza britanniche e della polizia, senza avere poi giustizia. Con esperienza, partecipazione e sensibilità, Silvia Calamati ha raccolto le voci della società civile insieme a testimonianze e articoli di personalità di spicco del mondo politico, culturale e religioso, seguendo da vicino il tormentato percorso che ha portato, nell'aprile del 1998, alla firma dello storico "Accordo del venerdì santo" e all'inizio di un travagliato, e ancora oggi incompiuto, processo di pace. E è vivo e forte, da parte di Londra, il tentativo di affievolire, insieme alle sue pesanti responsabilità, la memoria della guerra in corso, "Qui Belfast" consegna al lettore pagine di indignata verità: una storia molto diversa da quella che i media più "autorevoli" tentano di contrabbandare come "ufficiale".
Strikers. Storie di calcio e di guerra nell'Irlanda del Nord di George Best e Bobby Sands. Nuova ediz. Colombini Alessandro - Red Star Press, 2019 - Hellnation Libri
Altrove le foglie degli alberi cadono quando arriva l'autunno. Ma non in Irlanda, dove ogni singola foglia caduta da qualsiasi albero può raccontare la storia dei missili Sam dell'IRA o delle bombe dell'UVF. Per questa ragione, qui più che altrove, anche il gioco popolare per eccellenza, il calcio, costruisce i suoi rituali attraverso una complessa grammatica politica e un senso di appartenenza dalle radici quanto mai profonde. Basta pensare alla storia di Liam Coyle, leggendaria bandiera del Derry, accusato di essere membro della Provisional Irish Republican Army nel corso della sfida tra Irlanda del Nord e Cile. O fare riferimento a George Best, nativo di Belfast nonché tra i più grandi calciatori di tutti i tempi, minacciato di morte dall'IRA sulla scia del sospetto che potesse aver finanziato gli unionisti. Per questa ragione è impossibile, per parlare di calcio in Irlanda del Nord, evitare anche di parlare della guerra che da generazioni infuria sull'isola, né è consentito, commentando le gesta di una squadra o l'andamento di una partita, evitare di cimentarsi con la storia, di spiegare la resistenza all'oppressione coloniale nel cuore dell'Europa e di fare riferimento alle lotte che dilagano tanto nelle strade quanto nei campi di pallone. Scritti introduttivi di Francesco Berlingieri e Marco Petroni, postfazione di Gianni Galleri.
La battaglia di Cable Street. La disfatta delle camicie nere inglesi e la nascita dell'antifascimo militante europeo Antonini Silvio - Red Star Press, 2017 - Unaltrastoria
Subito dopo la fine del secondo conflitto mondiale, insieme alla pacificazione imposta dall'ordine capitalista e alle mancate epurazioni di fascisti e nazisti dai ruoli-chiave che occupavano prima della guerra (e che continuarono a occupare dopo), iniziò a farsi strada una comoda interpretazione revisionista della storia contemporanea. Secondo questa vulgata, infatti, l'età dei fascismi poteva essere archiviata come se si stesse parlando di una malattia, un virus che, per ragioni oscure, aveva colpito nazioni come l'Italia e la Germania, a causa di una presunta assenza di anticorpi democratici in simili paesi. Le cose, in realtà, andarono in maniera diversa. E che il fascismo non fu - e non è - altro che una risposta con la quale il capitalismo affronta le ristrutturazioni imposte dalle crisi a cui è periodicamente soggetto, è dimostrato da un contesto come quello britannico e dalla spettacolare affermazione che, anche in terra d'Albione, ebbe una formazione come la British Union of Fascists di sir Oswald Mosley, seriamente intenzionata a imporre a Londra lo stesso regime razzista, totalitario e corporativo già in vigore a Roma e a Berlino. Sostenute da importanti organi di informazione, coperte dall'ambiente conservatore e finanziate da ricchi industriali oltre che dallo stesso partito di Mussolini, le camice nere di Mosley imperversarono nell'Inghilterra degli anni trenta senza trovare in alcun ambito istituzionale o legale un vero argine contro le loro azioni. La sorte dei fascisti britannici, al contrario, venne sconvolta dal basso e, in modo particolare, grazie a una decisiva azione di piazza. Correva il 4 ottobre del 1936, infatti, quando una corale azione di popolo attaccò le camice nere di Mosley nel corso di una manifestazione organizzata a Cable Street, sbaragliando i fascisti insieme alle forze dell'ordine accorse in loro difesa. Quella giornata, le cui vicende sono ricostruite da Silvio Antonini in questo libro, fu determinante perché, dimostrando come soltanto fuori dalle istituzioni è possibile combattere e vincere i movimenti di estrema destra, segna idealmente la nascita dell'antifascismo militante europeo.