Res Gestae Libri
Libri editi da Res Gestae Antropologia sociale e culturale
La civiltà africana. Una storia culturale Davidson Basil - Res Gestae, 2014
L'Africa è un mondo sterminato in gran parte sconosciuto. Mappata e conquistata rimane poco nota dal punto di vista culturale. In questo libro Davidson compie un'opera di ricostruzione delle culture africane. Le idee, i sistemi sociali, le religioni, i valori, riemergono nella ricognizione arricchita dalle testimonianze dirette dello studioso in viaggio, a contatto con civiltà e culture dalla tradizione millenaria. Ma l'attenzione dello storico non si ferma al passato, riuscendo anche ad indicare delle vie possibili di sviluppo di un continente che ha spesso subito forme di sfruttamento molto pesanti.
Il cannibalismo. Civiltà, cultura, costumi degli antropofagi nel mondo Volhard Ewald - Res Gestae, 2013
Tema quanto mai scabroso e inquietante, il cannibalismo è un campo di ricerca su cui c'è ancora molto da dire. Sono esistite tribù che ricorrevano a pratiche antropofagiche come forme di autosostentamento, altre che vi ricorrevano per fini prettamente religiosi. Ma soprattutto, per molto tempo, è esistito un vero e proprio "mito del cannibalismo", una forma di paura e di "razzismo" che spingeva molti europei ad attribuire questa pratica in maniera fantasiosa a popolazioni lontane dalla loro comprensione. Per queste ragioni, il lavoro di Ewald Volhard fu fin da subito accolto come la prima e insuperabile opera scientifica sul fenomeno del cannibalismo. All'inizio del Novecento, Volhard era un giovane antropologo con un ostinato interesse per l'antropofagia. Non particolarmente convinto delle classificazioni elaborate dai colleghi della sua epoca, si gettò anima e corpo nello studio della materia. Spostandosi in varie aree del mondo, raccolse numerose testimonianze e, alla fine, stilò un'innovativa classificazione suddividendo le pratiche cannibaliche in quattro distinti gruppi (cannibalismo profano, giuridico, magico e rituale).
Storia dello zucchero. Tra politica e cultura Mintz Sidney D. - Res Gestae, 2020
In Occidente, per secoli, lo zucchero ha conosciuto usi marginali o fortemente caratterizzati: medicina, conservante, spezia, condimento, decorazione. È stato solo nell'Ottocento che ha conosciuto la sua fortuna, divenendo uno dei principali prodotti dell'industria alimentare. L'opera di Mintz si interroga sulle ragioni che hanno portato lo zucchero a divenire, da cibo esclusivo dei re, un componente sempre più onnipresente nella dieta del nuovo proletariato industriale. L'antropologo americano traccia un'ampia storia della produzione, della diffusione e del consumo di saccarosio in Occidente e analizza le trasformazioni più evidenti che esso ha indotto nella storia dello schiavismo, del colonialismo e dell'industrializzazione; ma si sofferma anche su quelle ragioni più sottili che hanno portato lo zucchero a "penetrare i comportamenti sociali", aprendo prospettive inesplorate nel campo dell'antropologia delle società occidentali. Lo zucchero, secondo Mintz, ha contribuito largamente alla trasformazione del modo di vita e delle abitudini alimentari, dando all'idea di dolcezza un nuovo significato culturale.