Rizzoli Libri
Libri editi da Rizzoli Autobiografie: esponenti di case reali
I miei giorni a Berlino Vassiltchikov Marie - Rizzoli, 2023 - Scala Stranieri
"A partire da questo giorno, quasi due anni del mio diario sono andati perduti, anche se ho continuato a scrivere quasi quotidianamente. Alcune pagine le ho distrutte io stessa. Altre le ho nascoste nella casa di campagna di un amico: potrebbero essere ancora là o, molto più probabilmente, sono state scoperte e bruciate come cartacce. Ma in fondo, nella confusione degli anni frenetici che sono seguiti, sembra un miracolo che così tanta parte del mio diario sia sopravvissuta." Discendente di una famiglia dell'aristocrazia russa costretta all'esilio dopo la Rivoluzione d'ottobre, Marie Vassiltchikov crebbe tra Francia, Lituania e Germania; a ventidue anni, l'inizio della Seconda guerra mondiale la sorprese a Berlino. Giovane donna affascinante e colta, cosmopolita e poliglotta, trovò presto impiego nella Sezione Informazioni del ministero degli Esteri e in quegli uffici, pur ricoprendo ruoli di secondo piano, ebbe la pericolosissima fortuna di lavorare a stretto contatto con alcuni dei congiurati che presero parte all'Operazione Valchiria, il piano che mirava al rovesciamento del regime ma che naufragò dopo il fallito attentato del 20 luglio 1944 ai danni di Hitler. In questo diario "Missie" - così la chiamavano gli amici - racconta con sguardo limpido la difficoltà di condurre una vita normale in una città avvelenata dagli orrori del conflitto, restituendoci la cronaca quotidiana dei giorni febbrili che precedettero il tentato putsch e della campagna di terrore che ne seguì.
Il mio Iran. Ricordi e speranze Diba Pahlavi Farah - Rizzoli, 2026 - Bur La Storia, Le Storie
La storia di Farah Diba comincia come una fiaba: a 19 anni sposa Mohammad Reza Pahlavi, lo Scià dell'Iran, un paese che stava vivendo una forte spinta alla modernizzazione, nonché al riconoscimento dei diritti, soprattutto delle donne. La sua vita decolla: viene incoronata imperatrice, è ovunque sulla stampa mondiale e diventa un'icona per un'intera generazione. Madre di quattro figli, si divide tra il matrimonio e l'impegno sociale e culturale diffuso, promuovendo l'emancipazione delle donne nel suo paese. Vent'anni più tardi, il sogno crolla. L'Iran si solleva in rivolta e, insieme allo Scià, Farah Diba è costretta all'esilio. Inizia così un lungo pellegrinaggio tra Marocco, Bahamas, Messico e Panama, fino a ricevere asilo in Egitto. Il mio Iran è un grande memoriale che esprime il dramma e la sofferenza di una famiglia e di un popolo. Ed è anche la privilegiata testimonianza di uno dei capitoli più intensi e turbolenti della fine del XX secolo, in grado di illuminare le fragili fondamenta della politica mondiale e il rapporto conflittuale tra Occidente e Medio Oriente. Nella prefazione all'edizione italiana, Farah Pahlavi manifesta il proprio dolore di fronte alla repressione che si abbatte sul suo paese e lancia un messaggio di speranza per il suo Iran. Perché forse non ci sono strumenti migliori della memoria e della dignità morale per poter immaginare un futuro di pace.