Rogas Libri
Libri editi da Rogas Saggistica
Il buonuomo Mussolini Montanelli Indro - Rogas, 2024 - Gli Irregolari
«Prenda questo manoscritto e se lo legga con comodo. Io passerò o non ripasserò, non importa. Comunque, non La impegno a farne un uso invece di un altro. Lei può pubblicarlo, bruciarlo, rivenderlo. L'unica cosa che non potrà fare è restituirlo a me. Costituisce un problema di coscienza a cui mi sento impari. Vede, son talmente sconvolto che ho dimenticato perfino di dirle di cosa si tratta. Si tratta del testamento di Mussolini». È così che Indro Montanelli immagina di venire in possesso delle ultime volontà del Duce: un memoriale «scottante», che ripercorre il rapporto con il Re e quello con Hitler, i piani di guerra e le sue idee sugli italiani. Dalla penna di uno dei maggiori giornalisti italiani, un testo di straordinaria satira politica, pubblicato per la prima volta nel 1946 e che oggi, al suo ritorno in libreria dopo tanti anni di assenza, è ancora di impressionante attualità.
Mr Bennett e Mrs Brown. Testo inglese a fronte Woolf Virginia - Rogas, 2015 - Darcy
"Mr. Bennett e Mrs. Brown è da molti considerato il manifesto letterario programmatico di Virginia Woolf. Tematicamente legato a Modern Novels del 1919 e Modern Fiction del 1925, in realtà si tratta di uno dei suoi tanti testi interconnessi tra loro sullo stato di salute della narrativa nel primo quarto del Novecento. Pubblicato la prima volta in una fase ancora embrionale nel 1923, prima sul supplemento letterario del New York Evening Post e successivamente (il 1° dicembre) su The Nation and Athenaeum diretto da Leonard Woolf, il saggio si presentava subito come una risposta ad Arnold Bennett che proprio nel marzo di quell'anno aveva scritto un articolo intitolato "Is the Novel Decaying?" in cui Virginia Woolf veniva espressamente menzionata in relazione all'incapacità dei romanzieri moderni di creare dei personaggi reali, esempio ne sarebbe stato Jacob's Room (1922) i cui protagonisti non sopravvivrebbero nella mente del lettore, poiché l'autrice sarebbe stata più ossessionata dai dettagli che dalla loro consistenza." (dall'introduzione di Gian Pietro Leonardi)