Rosenberg Sellier Libri
Libri editi da Rosenberg Sellier Filosofia occidentale del Medioevo e del Rinascimento: dal 500 al 1600
Il disprezzo del mondo-De contemptu mundi Erasmo Da Rotterdam Tinelli E. (Cur.) - Rosenberg & Sellier, 2025 - Corona Patrum Erasmiana
Il De contemptu mundi si presenta come una lettera sollecitata a Erasmo da un monaco, Teodorico di Haarlem, desideroso di indurre suo nipote Iodoco ad abbracciare anch'egli la vita monastica. Nei primi undici capitoli - quelli che risalgono, verosimilmente, alla redazione originaria dell'opuscolo - l'autore dissemina tutti i luoghi comuni tradizionalmente messi a frutto nella letteratura in lode della vita monastica, della fuga dal secolo e del disprezzo del mondo. Il XII e ultimo capitolo, che Erasmo aggiunse quando l'opera andò in stampa nel 1521, si presenta come una ritrattazione dei contenuti svolti negli undici capitoli precedenti e rispecchia, dunque, le nuove idee nel frattempo maturate dall'autore in relazione alle tradizionali pretese di perfezione dello status monastico. Il trattatello diviene, così, un documento importante della tollerante apertura di Erasmo il quale, a differenza di Lutero, non rifiuta in toto l'istituto monastico e non ne propugna la dissoluzione ma intende rivendicare il ruolo dei laici e dell'Umanesimo laico nella cornice della società cristiana e, quando afferma che neppure il monastero è esente dai mali del mondo e che per essere veri cristiani non occorre affatto entrarvi e che, anzi, meglio è restarne fuori, marca un momento fondamentale di quel processo di secolarizzazione che, innescato dall'Umanesimo, ne rappresenta uno dei lasciti più alti, significativi e durevoli.
Il libero arbitrio / Il servo arbitrio. Ediz. italiana e latina Erasmo Da Rotterdam Lutero Martin Buzzi F. (Cur.) - Rosenberg & Sellier, 2026 - Corona Patrvm Erasmiana
Due autori, due libri a confronto. Erasmo, il celebre umanista di Rotterdam, è chiamato dai Papi e dalle più alte autorità politiche del tempo a prendere posizione sulle questioni che sconvolgono la Chiesa alle soglie della modernità. Egli punta lo sguardo sulla libertà dell'uomo e interviene contro Lutero, ritenuto il negatore per eccellenza del libero arbitrio. Erasmo, nel Libero arbitrio (1524), argomenta a partire dalla legge, dai precetti e in genere dalle esortazioni contenute nella Sacra Scrittura, caldamente rivolte all'uomo, affinché si decida a praticare i comandamenti divini. Il precetto ha un senso solo se presuppone l'effettiva libertà dell'uomo. Anche Lutero, nel Servo arbitrio (1525), prende spunto dalla Scrittura, ma per concludere che il libero arbitrio, inteso come facoltà alla portata dell'uomo in vista della propria salvezza, non esiste affatto. La legge, i precetti e gli imperativi divini hanno l'unico scopo di svelare all'uomo la sua incapacità di praticarli. Proprio tale funzione della legge lascia libero campo all'intervento dell'Evangelo che affranca l'uomo dalla sua insuperabile condizione di schiavitù spirituale. La posizione di Erasmo venne celebrata, al momento, come cattolica, ma tale propriamente non era; passata la bufera, la produzione teologica di Erasmo fu messa all'Indice. La tesi di Lutero fu presentata come eretica, ma tale non era quanto al nocciolo evangelico della questione: la giustificazione per fede. L'introduzione e il commento che accompagnano i due testi si prefiggono di chiarire i termini di questo potente ed epocale scontro dialettico. Gli apparati intendono mettere in grado il lettore di approfondire la questione per ciò che concerne il contesto storico, le fonti e le tradizioni filosofiche e teologiche con cui questi due grandi agostiniani si sono confrontati.