Rosenberg Sellier Libri
Libri editi da Rosenberg Sellier Cultura popolare
Amore Levi Della Torre Stefano - Rosenberg & Sellier, 2013 - Gemme
Parole appassionate e dieci disegni inediti per esplorare le diverse facce dell'amore, esperienza comune e insieme intima degli uomini e delle donne. Il viaggio si muove intorno all'Eros, il "luogo" dell'incrocio di sessualità e di emozioni, mosse dal sentimento di non bastare a se stessi. Miti antichi, fiabe, poesie di ogni epoca, cantici biblici accompagnano un discorso che tenta di cogliere la complessità e il dramma dell'amore, tra felicità, sofferenze e speranze esistenziali. Al di là dei moralismi e delle spiritualizzazioni edulcorate.
Eredità Saraceno Chiara - Rosenberg & Sellier, 2013 - Gemme
Ogni generazione entra nel mondo sulle tracce di chi è venuto prima, e nessuno lascia il mondo senza averlo segnato di sé, senza lasciare qualche cosa in eredità a chi viene dopo: il DNA, la lingua, i gusti, la religione, l'etnia e le tradizioni, le istituzioni sociali e politiche e anche i debiti individuali e collettivi. Le eredità ricevute possono essere una risorsa o un vincolo, talvolta anche ferite che vanno elaborate. All'ombra dei passaggi ereditari i rapporti tra le generazioni si giocano sempre nella tensione fra continuità e innovazione, riconoscimento e presa di distanza.
Storia orale. Vita quotidiana e cultura materiale delle classi subalterne Passerini L. (Cur.) - Rosenberg & Sellier, 1978 - Materiali
Il dibattito sull'uso delle fonti orali ha focalizzato negli ultimi anni problemi di metodologia e determinazione dell'oggetto di indagine che sono rilevanti per le scienze sociali nel loro complesso. Questa problematica si situa infatti alla confluenza di antropologia, storia e sociologia, mentre sollecita contributi dalla psicologia sociale e dall'analisi del linguaggio. Il termine "storia orale" non sta quindi a indicare una nuova branca della storia; al contrario, gli storici che se ne interessano hanno spesso insistito sulla necessità di un approccio totalizzante all'oggetto di ricerca, che prenda in considerazione anche ambiti di esperienza individuale e sociale finora trascurati o trattati solo indirettamente. Le fonti orali, lungi dal rappresentare la base di una divisione specialistica, possono diventare uno strumento per dar voce all'inespresso nella storia e contribuire a una visione non mutila della realtà umana. Accanto alla scoperta del valore delle fonti costituite da ricordi personali, viene rivalutata la profondità e credibilità della tradizione orale anche nelle società con cultura prevalentemente scritta, ad esempio le tradizioni che accompagnano alcuni mestieri in via di sparizione, come dimostra in questa antologia George Ewart Evans. Gli studiosi qui rappresentati analizzano le premesse e le implicazioni metodologiche dell'uso delle fonti orali per la ricerca (Paul Thompson, Elizabeth Tonkin, Raphael Samuel) e per la didattica (Lawrence Taylor). Alcuni saggi di questi e altri autori (Peter Frank, Thea Vigne, Alun Howkins, Elizabeth Bird) esemplificano l'impiego delle fonti orali per la storia delle classi lavoratrici e degli strati emarginati, su temi quali l'economia familiare e di villaggio, il lavoro delle donne e dei bambini, il rapporto tra genitori e figli, il significato sociale di canti contadini e bande musicali operaie. Il saggio introduttivo di Luisa Passerini analizza le implicazioni di ricerche di questo tipo sul piano della conoscenza storica, in particolare rispetto al problema del rapporto soggetto-oggetto nella ricerca storica e nella storia.