Rubbettino Libri
Libri editi da Rubbettino Matera
Nel salotto di Matera. L'incredibile storia di Egoitaliano & C. Stano Piero Moraglio Adriano - Rubbettino, 2019 - La Bellezza Dell'impresa
Diventare imprenditore a sessant'anni, dopo essere andato in pensione. E costruire un'azienda tutta nuova, perdipiù al Sud e in un settore che stava attraversando un periodo difficilissimo, come molti in Italia, quello della produzione di divani e poltrone. Poteva riuscire una scommessa del genere? La risposta è sì ed è la storia di Piero Stano, fondatore nel 2007 di un'impresa chiamata "Egoitaliano". Un'azienda che nel nome e nella sostanza fa del "made in Italy" (dalle materie prime allo stile fino alla produzione) il suo tratto distintivo e dell' essere attiva a Matera, capitale della cultura nel 2019, il suo orgoglio (con lo slogan "Proud to produce in Matera"). In solo poco più di dieci anni l'azienda ha bruciato le tappe sino ad aderire al programma Elite di Borsa Italiana. Oggi dà lavoro a una cinquantina di collaboratori stabili, si avvale di architetti di fama internazionale e conta su un indotto produttivo locale fondato su quasi una decina di laboratori che danno lavoro ad alcune centinaia di persone. Egoitaliano esporta gran parte dei suoi divani e poltrone e si contraddistingue per i suoi prodotti in pelle, innovativi e tecnologici. Una storia di avanguardia in un settore maturo come quello del mobile imbottito, un altro esempio di imprenditoria familiare italiana e un segno di speranza che giunge dal Sud d'Italia.
Matera «capitale». Dal Rapporto socioeconomico (1970) al Dossier per la candidatura (2013) Viti Vincenzo - Rubbettino, 2018 - Varia
Nella storia millenaria di Matera, mondo rarefatto e prezioso come Calvino volle immaginarla fra le sue undici "città invisibili" (forse Bauci o Teodora o infine, più verosimilmente Zenobia) è possibile cogliere due stagioni cariche di tensioni e anticipatrici di futuro. Stagioni iscritte nella sua complessa modernità. L'una che anticipava il ciclo industriale e la preparazione a una intensa carburazione politica e civile con il Rapporto affidato al gruppo coordinato da Aldo Musacchio, sociologo veneziano, intellettuale, rigoroso e affascinante che ebbe l'ufficio di predisporre analisi e schede di lettura di una città che usciva dal sortilegio di città contadina e si misurava, dotandosi di un aggiornato strumento urbanistico, con le sfide di un "cambio di campo" culturale e politico. Il Rapporto del Politecnico costituì l'occasione per un serrato confronto politico e intellettuale nel quale si misurarono istanze diverse e che concorse a scomporre vecchie alleanze promuovendo istanze e protagonisti che anticiparono i lineamenti di un ciclo riformista che avrebbe lasciato il segno. Romanzo di formazione il Rapporto del Politecnico rimane nella sua insuperabile storicità, un modello mediante il quale la città si interrogò, esplorò le sue ragioni e i suoi torti sociali e tentò di ispirare, impresa riuscita solo in parte, la revisione del Piano Piccinato alle soglie di una grande trasformazione sociale. Mezzo secolo dopo l'avventura di Matera Capitale Europea della Cultura viene accompagnata da un dossier che, lontanissimo dalla tessitura disciplinare del Rapporto, ha elaborato i futuribili di una città tuttora "sospesa", ma con le gambe piantate nel profondo di una storia che l'ha celebrata e candidata e con la testa rivolta alle seduzioni di un futuro tutto da decifrare, iscritto nelle stelle ma anche nelle corde di una classe dirigente da rigenerare e attrezzare. Verrà il tempo dei bilanci. Intanto la città vive una souplesse e uno stordimento dei quali è giusto si liberi, se vorrà rendere fruttuoso il grande capitale su cui è seduta. La pubblicazione integrale del Rapporto vale perciò a richiamare uno stile e un ardimento che conservano tuttora il fascino di un'avventura incompiuta. Postfazione di Giampaolo D'Andrea.