Rubbettino Libri
Libri editi da Rubbettino Previsioni economiche
Innovazione armonica. Un senso di futuro Cicione Francesco De Biase Luca - Rubbettino, 2021 - Harmonic Innovation
Il presente volume inaugura la collana Harmonic Innovation. Che ruolo può e deve svolgere l'innovazione nella ricostruzione di un mondo migliore? Che ruolo può e deve svolgere l'innovazione per favorire processi anti-ciclici in funzione post emergenza Covid-19? Che ruolo può e deve svolgere l'innovazione nella più ampia cornice del paradigma della Società 5.0 e delle politiche mondiali per lo sviluppo e la sostenibilità, quali l'Agenda Onu 2030, il Programma New Green Deal della Commissione europea e le Encicliche "Laudato si'" e "Fratelli tutti" di Papa Francesco? La domanda non è nuova ma nuova è la prospettiva che introduce la riflessione sviluppata nel testo (e la relativa chiave ermeneutica che la ispira): ovvero, la necessità di definire, qualificare, implementare e promuovere un nuovo ed aggiornato paradigma del concetto di innovazione, quale naturale evoluzione del modello dell'innovazione aperta e di superamento della retorica autoreferenziale delle pratiche di innovazione, mediante l'introduzione dell'idea di Innovazione Armonica (Harmonic Innovation).
Il costo della corruzione e dell'evasione fiscale )...e in più il costo del super-euro 2003-2014). 9º rapporti di previsione sull'economia italiana: 2015-2020 Baldassarri M. (Cur.) - Rubbettino, 2016 - Centro Studi Economia Reale
Questo è il secondo volume della Collana Centro Studi Economia Reale diretta da Mario Baldassarri. Nella prima parte di Analisi viene presentata una stima del Costo della Corruzione e dell'Evasione fiscale, ottenuta come differenza tra l'andamento storico dell'economia italiana dal 2002 al 2014 e quello che si sarebbe realizzato qualora si fossero adottati a inizio decennio tagli di sprechi, malversazioni e ruberie su specifiche voci di spesa pubblica corrente e si fosse fatta una concreta lotta all'evasione tale da recuperare almeno dieci miliardi all'anno. Se quelle risorse fossero state utilizzate per sostenere la crescita e l'occupazione, l'Italia avrebbe avuto a fine 2014 un livello reale di Pil maggiore di circa 240 miliardi, 140 miliardi dovuti alla corruzione e 100 miliardi all'evasione fiscale. Su queste cause "interne", si sono poi aggiunti gli effetti "masochistici" del super euro che ci ha fatto perdere un altro 10% di Pil. Di conseguenza, il raddoppio della disoccupazione non si sarebbe verificato e l'economia italiana avrebbe di fatto rispettato tutti i parametri europei, compreso il famigerato Fiscal Compact e non avrebbe corso alcun rischio di crisi da debito sovrano. Nella seconda parte di Previsioni si nota che nel 2015 l'economia italiana mostra una ripresa della crescita al +0,6%. Tale ripresa però appare molto fragile e dovrebbe consolidarsi attorno ad un modesto 1% negli anni successivi.
Rete Italia. La Tv e i nuovi scenari della comunicazione Calabrò Corrado Corrao Barbara - Rubbettino, 2009 - Varia
Stato, mercato e libertà, è questo in sintesi il dilemma non solo economico, ma anche politico e filosofico, che ha attraversato il dibattito culturale del Novecento e che ha trovato nuova linfa nel momento storico attuale, caratterizzato da evidenti fallimenti del mercato e dalla necessità di trovare nuove regole efficienti e condivise. L'esperienza di un uomo, come Corrado Calabrò, che ha servito lo Stato per oltre quarant'anni, rivestendo incarichi istituzionali di assoluto prestigio, dalle prima esperienze con Aldo Moro all'attuale Presidenza dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, costituisce quindi un'occasione unica per rivisitare in senso critico la recente storia del nostro Paese e per capire di quali nuove regole ed infrastrutture l'Italia si debba dotare per poter affrontare le sfide economiche e sociali del nuovo secolo. Con incalzante argomentazione Calabrò individua nelle reti di comunicazione di nuova generazione l'innesco indispensabile per far ripartire un'economia - quella italiana - oramai strutturalmente stagnante e far protendere il Paese verso una "società dell'informazione" moderna, efficiente e pluralista.