Rubbettino Libri
Libri editi da Rubbettino Potere giudiziario
Le mani sulla storia. Come i magistrati hanno provato a (ri)fare l'Italia Gargani Giuseppe Morgera Daniele - Rubbettino, 2025 - Varia
"In quella stanza mi aspettavano tutti e tre: Gherardo Colombo, Piercamillo Davigo e Francesco Saverio Borrelli [...] i magistrati avevano voluto, attraverso di me, quella sera, tastare il polso al Parlamento, capire se avesse ancora le energie per far qualcosa, ma soprattutto avevano voluto avvertire la Dc che la partita non sarebbe finita lì. Volevano notificarci che Mani Pulite sarebbe stata una pagina senza precedenti nella storia del nostro Paese. Non un effimero fuoco di paglia, ma l'incendio della politica". Un libro-intervista, o meglio un libro-testimonianza, che restituisce il percorso di vita, di giurista e di parlamentare di Giuseppe Gargani, ma che va oltre il dato biografico incrociando alcuni passaggi fondamentali degli ultimi decenni della storia repubblicana e provando a raccontarli attraverso un preciso filo conduttore: il burrascoso, tormentato rapporto tra politica e giustizia, argomento ancora di scottante attualità, con dei focus su tangentopoli, mafiopoli, la trattativa Stato-mafia, l'Irpinia-gate. Inchieste e vicende su cui, avendo visto da vicino i fatti, l'autore fornisce elementi e prospettive di analisi con un obiettivo su tutti: concentrare l'attenzione sul cambiamento del ruolo della magistratura nel nostro Paese, che ha assunto un peso vieppiù crescente fino a mettere in crisi l'equilibrio tra i poteri dello Stato, fattore essenziale per la democrazia. Prefazione di Andrea Covotta.
Potere e responsabilità: la figura del magistrato Balestra Luigi - Rubbettino, 2024 - Problemi Aperti
Una riflessione sulla giustizia, su quello che accade al suo interno e con un riferimento costante alla figura del magistrato. Il ruolo del magistrato è mutato radicalmente rispetto al passato. Varie le causa: la lotta al terrorismo e alla mafia; una legislazione pervicace e incoerente; la necessità di concretizzare l'applicazione della Costituzione. Questo e molto altro avrebbe dovuto indurre a porre al primo punto dell'ordine del giorno l'avvio di un dibattito «sano», nonché scevro da pregiudiziali ideologiche, sulla figura del magistrato. E questo al fine di capire anche - ma non solo - se i meccanismi di reclutamento e i percorsi di formazione siano davvero idonei ad immettere nei ruoli donne e uomini consapevoli del nobile ed elevato compito che ai medesimi viene «confidato».