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Libri editi da Rubbettino Diritto giudiziario penale

2° Rapporto sul processo penale. 11 anni dopo il primo Rapporto, le vere cause della durata irragionevole dei processi penali in Italia libro
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LIBRO   9788849869491

2° Rapporto sul processo penale. 11 anni dopo il primo Rapporto, le vere cause della durata irragionevole dei processi penali in Italia  -  Rubbettino, 2021  -  Varia

A distanza di 11 anni dal primo rilevamento del 2008, UCPI ed EURISPES aggiornano il rapporto sul processo penale attraverso questa nuova ricerca completata un attimo prima che la pandemia da COVID mettesse in ginocchio il pianeta. Rivelando quelle che Luigi Ferrarella ha definito sul «Corriere della Sera» "dinamiche spesso contro intuitive rispetto a credenze comuni", il lavoro offre un quadro preciso di come funzioni il segmento dibattimentale del processo italiano. E se la durata si conferma il problema più acuto, che affatica, fin quasi a soffocarlo, il rito penale, la vulgata popolare (che a determinarla sia l'esercizio emulativo di diritti fondamentali da parte di spregiudicati difensori) si infrange rovinosamente sui dati raccolti in aula, i quali attestano invece disfunzioni del sistema per nulla correlate a interventi difensivi. Ripensare costantemente l'equilibrio tra garanzia ed efficienza è diventato uno dei temi centrali del dibattito sul processo penale, ma per affrontarlo seriamente serve un linguaggio condiviso che muova da premesse obbiettive. Questa ricerca prova a consegnarne alcune al tavolo di un confronto che, va detto, ha riacquistato di recente profonde competenze e sensibilità costituzionale.

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LIBRO   9788849862591

Le fonti di prova nel ragionamento giudiziario penale Baudi Antonio   -  Rubbettino, 2021  -  Varia

Nel giudizio maturato nel processo e reso dall'organo giudicante converge una molteplicità di saperi. L'atto principe del giudizio è la sentenza che risolve un grado del processo. La sentenza, in quanto documento è cosa ed in quanto atto si compone strutturalmente di una questione di diritto e di una questione di fatto. Quanto alla prima questione confluisce il sapere giuridico che il giudice e gli altri soggetti essenziali del processo conoscono per presupposizione, ferma restando la difficoltà di comprendere il reale significato e la portata di una disposizione normativa. In ordine alla seconda il fatto costituente oggetto del giudizio e descritto nel capo d'imputazione è, all'opposto, ignoto a tutti (tranne che al giudicabile il quale invece sa quel che ha combinato nel bene e nel male, ma che è tutelato dal sacrosanto diritto al silenzio e, se parla, non è gravato del dovere di dire il vero). Il procedimento probatorio è altamente complesso e serve per conoscere il fatto nel merito; esso richiede la convergenza di saperi molteplici. In ogni caso il risultato, per essere giusto, deve ricostruire il fatto accaduto, perché il processo è giusto non solo nella sua logicità e nel rispetto delle sue forme procedurali ma anche quando perviene al un risultato di certezza e di verità, si intende "oltre ogni ragionevole dubbio". Non si tratta, e non si deve trattare, di un valore illusorio: lo impone l'epistemologia e, di recente, lo stesso legislatore. Che si condanni chi realmente ha commesso il reato.

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