Santi Quaranta Libri
Libri editi da Santi Quaranta Interesse locale, storia familiare, ricordi
Una terra antica. Cultura storia e tradizioni dell'opitergino Bernardi Ulderico - Santi Quaranta, 2015 - Le Porte
"Una Terra antica" parte da Ob Terg, la Oderzo venetica; si sofferma poi su Opitergium, la metropoli di terra del Nordest romano; indugia su Attila e sui Longobardi; consolida l'opinione che i primi fondatori di Venezia fossero opitergini, esuli dalla loro città distrutta. Il libro si allarga sulla Oderzo veneziana e rinascimentale; lo scrittore si intrattiene sulla Oderzo austriaca del Lombardo-Veneto, su quella risorgimentale e italiana, dove primeggia la figura di nonna Italia: donna di carattere e orgogliosa della sua identità patriottica. A questo punto l'autore imprime al volume una svolta significativa, intrecciando la grande storia con le vicende della propria famiglia. Esplora l'emigrazione opitergina di fine Ottocento, diretta soprattutto verso le terre del Mato brasiliano; delinea l'aspra invasione austro-tedesca. Poi la sua penna si fa incalzante a tracciare, con accenti toccanti, l'integerrima figura del padre, Arrigo, fascista mazziniano che sarà ucciso da partigiani locali il 24 marzo 1945. Il volume si distende quindi a coprire il lungo dopoguerra democristiano, a puntualizzare con affetto l'epopea del riscatto economico-sociale dei metalmezzadri (neologismo dell'autore) negli anni Sessanta; il volume si chiude con l'auspicio che Oderzo e il suo territorio (l'Opitergino-Mottense) diventino parte peculiare di una regione agropolitana.
L'arciprete e il cavaliere. Il Veneto nel risorgimento Bozzini Federico - Santi Quaranta, 2010 - Le Porte
L'arciprete e il cavaliere. Il Veneto nel risorgimento - Santi Quaranta
Cara Piave Bernardi Ulderico - Santi Quaranta, 2010 - Il Rosone. Invenzione
È un viaggio curioso, straordinario, quello che l'autore compie dalle sorgenti alla foce della Piave. Il Fiume Grando ha un'anima e un cuore, per questo lo scrittore trevigiano gli si rivolge affettuosamente con l'espressione Cara Piave. L'autore si lascia trasportare dalla realta del Fiume; a tratti sembra un ragazzo che gioca con le acque, con i sassi e nelle boschette delle Grave, con le marcandole e le alborelle, i piccoli pesci piavesi. Egli zig-zaga lungo le anse, si ferma a contemplare, si imbarca con i barcariòli e i zatèr; si piega trepidante al dramma dei suicidi del Fiume. Il suo è un viaggio a tutto tondo, che parla dei lavoranti e dei contadini della Piave: dei menadàs e dei cariòti, dei pescatori e dei bisnenti, cioè di quella povera, sofferente umanità che caratterizzava il territorio del Fiume. Bernardi innalza un forte altare agli eroi della terribile piena del 1966; ricorda il sacrificio del giovane militare Eros Perinotto, la figura tridentina e popolare di don Alfonso Donadel che ottiene da mons. Albino Luciani, futuro Papa Giovanni Paolo I, di poter portare in salvo le mucche dei contadini di Arzeri di Campodipietra, nella chiesa parrocchiale. Egli ha un codice linguistico particolare che intreccia lo spessore saggistico con il ritmo narrativo, attraversati da venature suggestive di poesia. ll viaggio e dell'anima e dello sguardo, sulle terre e gli uomini di quercia del Fiume, e gli occhi dell'autore hanno amore di padre: esso si tramuta in una lettera alla Piave.