Sardini Libri
Libri editi da Sardini Indipendenza e liberazione nazionale, post-colonialismo
Il ricordo dei prodi bresciani e dei caduti del 1859 nel cimitero Vantiniano di Brescia. Testo francese a fronte Valotti Gianluigi - Sardini, 2016 - La Nostra Terra Arte Storia Uomini Paesi
Il libro tratta alcuni aspetti finora poco noti del Risorgimento, a partire dal Monumento ai Prodi Bresciani del Cimitero Vantiniano di Brescia, dove sono custodite le spoglie di diversi soldati caduti nelle tre guerre per l'Indipendenza italiana, e dai "Registri dei Tumulati" del Cimitero Vantiniano tra il 22 giugno e il 31 agosto 1859, dove sono elencati i soldati delle tre armate protagoniste della Battaglia di Solferino e San Martino, sepolti nelle fosse comuni. Nella prima parte è riprodotto in anastatica un manoscritto inedito che permette di conoscere il numero e in parte i nomi degli eroi sepolti nella tomba dei Prodi, tra i quali anche quarantaquattro insorti delle Dieci Giornate del 1849. Grazie a un fascicolo a stampa, pubblicato nel 1859 da Bartolomeo Gualla, viene poi messa in luce la realtà ospedaliera della città di Brescia e l'assistenza prestata ai malati e ai feriti dopo la battaglia di Solferino e San Martino, accennata nel Diario di Henry Dunant. L'accesso ai registri conservati nell'Archivio del Vantiniano, consente quindi di dare un nome ai soldati delle armate Franco-Sarda e Austriaca morti a Brescia e sepolti nelle fosse comuni del camposanto cittadino.
Solferino 1859. Les blessés français soignés à Manerbio Valotti Gianluigi - Sardini, 2015 - La Nostra Terra Arte Storia Uomini Paesi
Solferino, 24 giugno 1859. L'esercito francese e l'esercito austriaco si fronteggiano sin dalle prime ore del mattino in incessanti e cruenti combattimenti. All'alba del giorno successivo, sui campi di battaglia di Solferino e S. Martino giacciono più di quattromila morti, e più di ventitremila feriti che attendono assistenza. Alle notizie delle vittorie, giungono alle popolazioni dei paesi viciniori le voci strazianti dei feriti. Di fronte a tale immane tragedia anche il cuore di Manerbio si apre: chiese, case private, il Ricovero e l'Ospedale sono messi a disposizione per la cura dei soldati. La riproduzione in anastatica del registro dei militari francesi feriti nella battaglia di Solferino e ricoverati all'Ospedale di Manerbio e di alcune lettere ed ordinanze della Regia Commissaria Distrettuale di Leno, insieme a diversi altri dispacci, scoperti dall'autore tra le carte di un collezionista, ci offrono oggi per la prima volta, attraverso questo libro, il frammento di un affresco in cui la storia dell'Unità d'Italia si fa luogo e cuore della nostra terra attraverso pagine ingiallite con grafie vergate dall'inchiostro del dolore e dell'incertezza per la vita.
Solferino 1859. I feriti francesi ricoverati a Manerbio Valotti Gianluigi - Sardini, 2014 - La Nostra Terra Arte Storia Uomini Paesi
Solferino, 24 giugno 1859. L'esercito francese e l'esercito austriaco si fronteggiano sin dalle prime ore del mattino in incessanti e cruenti combattimenti. All'alba del giorno successivo, sui campi di battaglia di Solferino e S. Martino giacciono più di quattromila morti, e più di ventitremila feriti che attendono assistenza. Alle notizie delle vittorie, giungono alle popolazioni dei paesi viciniori le voci strazianti dei feriti. Di fronte a tale immane tragedia anche il cuore di Manerbio si apre: chiese, case private, il Ricovero e l'Ospedale sono messi a disposizione per la cura dei soldati. La riproduzione in anastatica del registro dei militari francesi feriti nella battaglia di Solferino e ricoverati all'Ospedale di Manerbio e di alcune lettere ed ordinanze della Regia Commissaria Distrettuale di Leno, insieme a diversi altri dispacci, scoperti dall'autore tra le carte di un collezionista, ci offrono oggi per la prima volta, attraverso questo libro, il frammento di un affresco in cui la storia dell'Unità d'Italia si fa luogo e cuore della nostra terra attraverso pagine ingiallite con grafie vergate dall'inchiostro del dolore e dell'incertezza per la vita.