Sarnus Libri
Libri editi da Sarnus Poesia
Cantare di vino. Cicalate e letture poetiche in lode del vino. Con un glossario di oltre 500 aggettivi, da Abboccato a Zuccherino Bencistà Alessandro - Sarnus, 2022 - Toscani Super Doc
Immancabile protagonista di pranzi e cene, libagioni e tanti altri momenti conviviali, il vino ha da sempre un ruolo di rilievo anche in letteratura. Ne è prova questa curiosa antologia poetica che, partendo dalla Bibbia e dai classici greci e latini, arriva fino ai tempi moderni, passando per "mostri sacri" come Ludovico Ariosto o Niccolò Machiavelli. Tra una digressione sul famoso disciplinare del Chianti e qualche poesia in vernacolo, la lettura scorre tra aneddoti e citazioni, culminando in un ampio glossario di aggettivi "vinicoli" e una curiosa appendice sulla grappa.
La Divina Commedia. Ediz. a colori Alighieri Dante Petrocchi G. (Cur.) - Sarnus, 2018
Il volume restituisce in fedele stampa anastatica a colori le cento cartoline, una per ciascun canto della Commedia, realizzate alla fine dell'Ottocento dal pittore toscano Attilio Razzolini, con la tecnica rinascimentale della miniatura su cartapecora. Ciascuna cartolina illustra un canto e ne offre una raffinata trascrizione in caratteri gotici, ulteriormente impreziosita da capilettera fregiati in rosso, blu e oro con ornati vari. Completano l'opera di Razzolini tre tavole per i frontespizi di Inferno, Purgatorio e Paradiso. La collezione di cartoline postali, effettivamente utilizzate come tali all'inizio del Novecento, è conservata integra presso l'archivio dei fratelli Andrea e Fabrizio Petrioli a Firenze. Il volume fornisce anche il canonico testo del capolavoro dantesco, nella trascrizione di Giorgio Petrocchi, per permetterne una facile lettura.
La vergine rima Londi Florio Bencistà A. (Cur.) - Sarnus, 2007
Questo libro celebra i dieci anni dalla scomparsa di Florio Londi. Si tratta di un'antologia di liriche inedite scritte nei primi anni cinquanta: due quaderni scolastici a copertina nera dove le poesie furono ordinate secondo il metro, la maggior parte sonetti, ma anche quartine, ottave, endecasillabi sciolti. La stesura lascia trasparire un assiduo lavoro di lima prima della trascrizione da fogli occasionali. Il titolo, La vergine rima, è tratto da una delle ultime liriche del primo quaderno. L'aspetto che più colpisce è l'originalità della lingua, quella lingua rusticale parlata che il poeta maneggia con rara maestria, che è la stessa della scritta, senza nessuna attenzione alla grammatica e alla sintassi, che non esiste nel linguaggio quotidiano. In appendice, brani di una serata estemporanea mai prima pubblicati, fra cui un contrasto improvvisato con Roberto Benigni che un appassionato aveva registrato in quel lontano 1983 ed oggi autorizza a pubblicare.