Schole Libri
Libri editi da Schole Raccolte di poesia di singoli poeti
Rime Alighieri Dante Gresti P. (Cur.) Premi N. (Cur.) - Scholé, 2023 - Classici Della Letteratura
Le Rime sono il documento più significativo dei tentativi di Dante, tra ricerche, sperimentazioni e travagli di lingua e di stile, di raggiungere una completa dimensione di poeta. Questa nuova edizione è indirizzata a chi (esperto o no) voglia accostarsi a un indiscusso capolavoro della letteratura italiana. Un commento che nasce dall'equilibrio tra rigore filologico e chiarezza, preciso ma leggero, che non ignora certo i molti luoghi oscuri del testo, ma accompagna il lettore, verso per verso, nella lettura e nella comprensione. L'ordine nel quale vengono presentati i testi segue, per la prima volta, la suddivisione per generi (canzoni, ballate, sonetti, tenzoni), cara alla mentalità medievale, e dunque a Dante stesso.
Gerusalemme liberata Tasso Torquato Getto G. (Cur.) - Scholè, 2022 - Classici Della Letteratura
Canto l'arme pietose e 'l Capitano Che 'l gran sepolcro liberò di Cristo: molto egli oprò col senno e con la mano, molto soffrì nel glorïoso acquisto: e in van l'Inferno vi s'oppose, e in vano s'armò d'Asia e di Libia il popol misto; il Ciel gli diè favore, e sotto a i santi segni ridusse i suoi compagni erranti. «La poesia del Tasso non deve essere cercata in un determinato sentimento dominante o in un elenco di sentimenti fondamentali, ma piuttosto in un ritmo sentimentale e in un'atmosfera interiore. E allora potremmo forse parlare del Tasso come del poeta della perenne illusione e delusione della vita, della inquieta solitudine dell'anima, dell'anima assorta in un sogno e subito delusa dal suo svanire. [...] Ma la solitudine acquista un suo significato più vasto e profondo, universale e religioso, cosmico e metafisico, come risultato sentimentale ed alone poetico della contemplazione del perenne illuminarsi della vita e del suo fatale tramontare nella morte, di questa vicenda tragica della condizione umana, che lascia l'anima sola, sola nel suo instabile sogno, e sola nel suo sconsolato rimpianto». (Giovanni Getto)