Skira Libri
Libri editi da Skira Industrializzazione e storia industriale
De Nora. Racconti da un secolo di vita. Ediz. a colori Masia L. (Cur.) - Skira, 2023 - Fotografia
Il libro celebrativo dei 100 anni dalla fondazione della storica multinazionale italiana Nei primi anni venti, Oronzio De Nora era un giovane ricercatore del Politecnico di Milano nel campo dell'elettrochimica. Stava sperimentando una nuova cella elettrolitica e si era tagliato un dito; aveva immerso la ferita nella soluzione ossigenata ed elettrizzata dell'impianto e aveva inventato l'Amuchina. Un pizzico di fortuna, un tocco di genio. Nel corso del Novecento, l'azienda De Nora è diventata leader mondiale nella produzione di cloro e soda; ha sviluppato centinaia di brevetti e si è affermata come uno dei motori fondamentali per lo sviluppo industriale. Dopo un secolo di storia e tre generazioni De Nora, l'azienda è oggi un gruppo multinazionale quotato in Borsa che guarda al futuro sostenibile del pianeta, alla riconversione energetica e alla decarbonizzazione. C'è sempre una cella elettrolitica alla base delle più avanzate produzioni di idrogeno verde e dei trattamenti per la purificazione delle acque. De Nora. Racconti da un secolo di vita narra questa entusiasmante corsa verso il futuro. Luca Masia l'ha scritto in forma di racconti, con un taglio narrativo che cattura fin dalle prime pagine. Luca Campigotto - uno dei fotografi italiani più apprezzati della scena internazionale - ha documentato con visione d'artista la complessa realtà De Nora: laboratori di ricerca, grandi produzioni e tecnici specializzati. Parole e immagini di un cammino fatto di ingegno e dedizione, scoperte scientifiche e innovazioni tecnologiche. Le persone sempre al centro dell'impresa.
Liscia, gassata o... Ferrarelle. Da 120 anni l'effervescente naturale Basile N. D. (Cur.) - Skira, 2013 - Skira Food
C'è un pezzo indelebile della storia d'Italia nel vissuto di Ferrarelle, il marchio leader nell'imbottigliamento di acqua minerale effervescente naturale, l'unica al mondo classificata e certificata come tale. Impresa pionieristica nel vero senso del termine concepita sul finire del XIX secolo, Ferrarelle, al pari di altre aziende del suo tempo giunte fino a noi, ha accumulato nella propria memoria drammi politici, tragedie sociali, crisi economiche e rotture culturali prima di diventare essa stessa protagonista del cambiamento dei costumi alimentari che hanno accompagnato gli ultimi 120 anni di storia italiana. Tanti quanti ne compie oggi il marchio di Riardo, artefice di progetti intriganti, strategie commerciali innovative e campagne di marketing lungimiranti che creano consenso e successo, ma stimolano anche appetiti sulfurei che mettono a rischio la sana gestione. Salvo assistere all'arrivo dell'imprenditore che sbugiarda l'inettitudine dei mercanti nel tempio, rimette la barra a dritta e crea le basi per un nuovo sviluppo di impresa ecosostenibile. È dunque una storia antica e moderna, questa di Ferrarelle.
Rossa. Immagine e comunicazione del lavoro 1848-2006. Ediz. illustrata Martini L. (Cur.) - Skira, 2007
Questa ricerca è stata progettata per cogliere i segni visivi che i lavoratori hanno impresso nella memoria collettiva lungo il corso dei centosessanta anni di storia italiana, quelli che ci separano dalla nascita delle prime Società Operaie di Mutuo Soccorso. L'occasione è stata offerta dal Centenario della Confederazione Generale Italiana dei Lavoratori, quindi la ricerca si è concentrata sui filoni ideali che più sono parsi vicini alla storia della Cgil. Si è trattato di un impegno vasto che, per le dimensioni iconografiche indagate, è inevitabilmente parziale. È la prima volta che viene preso in considerazione un così lungo periodo della storia del movimento dei lavoratori italiani per documentarne l'evoluzione dell'immagine e della comunicazione. Questo lavoro collettivo ha inteso verificare la forza e l'originalità culturale espressa dalle classi lavoratrici, esaminando le icone prodotte, l'immagine e la comunicazione creata; cercando di capire se sono entrate nell'immaginario collettivo e anche se sono state assunte e se hanno condizionato quelle delle altre classi o generazioni. Nell'esaminare queste questioni non potevamo non porci il problema di quanto l'immagine e la comunicazione dei lavoratori abbia inciso sull'industria culturale e, viceversa, quanto quest'ultima determini la durevolezza dell'icona o dell'immagine del lavoro.