Skira Libri
Libri editi da Skira Genocidi e pulizia etnica
L'ultimo degli ingiusti Lanzmann Claude - Skira, 2014 - Storieskira
Dopo "Shoah", nel 2013 Lanzmann decide di realizzare un film su Benjamin Murmelstein, l'ultimo decano del Consiglio Ebraico del ghetto di Theresienstadt (o Terezin) recuperando la lunga intervista filmata che gli aveva fatto quando era esule a Roma. Theresienstadt, detto anche il "ghetto modello", apparentemente era una stazione termale che Hitler aveva "regalato" agli ebrei. In realtà era uno specchietto per le allodole per le potenze straniere e la Croce Rossa Internazionale e un campo di concentramento e di smistamento. Murmelstein fu a lungo accusato di collaborazionismo e non poté mai mettere piede in Israele. Lanzmann, con le sue domande risolute, ottiene da Murmelstein una confessione sincera e talvolta quasi politicamente scorretta, ma mai in contraddizione con una vita di raro coraggio e con la decisione di non fuggire quando avrebbe potuto, restando invece tra la sua gente per fare tutto il possibile.
A cent'anni dal genocidio armeno. La storia di una rinascita Unione Armeni D'italia (Cur.) - Skira, 2015 - Varia
Nell'anno del centesimo anniversario del genocidio del popolo armeno, un libro che ricorda un evento abnorme che, a pochi passi dall'Europa, fece un milione e mezzo di vittime innocenti per lo più nel silenzio della comunità internazionale tutta. Pagine intense, scritte da autorevoli rappresentanti del mondo culturale italiano: Marcello Flores ricostruisce in modo documentato gli anni del genocidio a partire dalla dichiarazione del 24 maggio 1915 in cui le potenze Alleate condannavano i massacri di armeni in corso nell'Impero Ottomano. Antonia Arslan, a partire dalle proprie memorie di bambini affascinata dai racconti del nonno armeno, ci regala un affresco terribile quanto vero di come il genocidio armeno abbia fatto "scuola" aprendo la stagione della follia nazionalista del Novecento. Gian Antonio Stella ci parla di Armin Wegner, lucido testimone oculare del genocidio anche a rischio della sua stessa vita. Dei giusti ottomani, come Armin Wegner, ci parla nel suo intervento il console onorario dell'Armenia a Milano, Pietro Kuciukian mentre Agop Manoukian conclude con un interessante saggio sul ruolo dell'Italia a partire dal lavoro di denuncia dei massacri che svolsero i consolati italiani nell'Impero Ottomano, segnatamente con il console Giacomo Gorrini, passando poi per la straordinaria prova di accoglienza dei profughi che l'Italia ha saputo svolgere alla fine della Guerra.