Solfanelli Libri

Libri editi da Solfanelli Educazione

LIBRO   9788833050508

Scuola ed educazione alla democrazia Di Giorgi Piero   -  Solfanelli, 2022  -  Faretra

Il libro di Piero Di Giorgi, dopo avere rilevato la grave crisi che attraversa la scuola, anche a causa del non adeguamento ai cambiamenti verificatisi nell'epoca della complessità, palesa che non ci può essere più posto per una scuola nozionistica, verbalistica e trasmissiva e che occorre un cambio di paradigma che capovolga la prassi educativa attuale. L'autore presenta delle proposte innovative per rendere la scuola meno noiosa e più coinvolgente per i ragazzi, facendoli diventare protagonisti attivi del loro apprendimento, attraverso un sapere basato sulle domande e sul dubbio metodico. Serve una scuola che superi l'individualismo competitivo e i rituali della spiegazione, dell'interrogazione, dei voti e dei compiti a casa, della lezione frontale, tutti fattori che generano disuguaglianze e dropout. Una scuola attenta ai bisogni di ciascuno, perché dal modo in cui educhiamo, possiamo creare persone sane o malate, dogmatiche e conformiste o creative e critiche. Una scuola educante deve funzionare come un grande centro di cultura e di ricerca ed essere una palestra di confronto, di dibattito e di democrazia, una scuola-laboratorio dove nulla è dato per scontato, una scuola non a compartimenti stagno ma che contestualizza il sapere e collega le diverse discipline all'interno di un sapere unitario facendo cogliere la totalità del reale nelle sue interconnessioni. La migliore riforma della scuola fallisce senza la qualità degli insegnanti. A tal uopo, occorre investire sulla loro formazione, esaltandone la funzione e il prestigio con retribuzioni adeguate all'importanza del ruolo rivestito. Una scuola rinnovata, stimolante, che rende piacevole lo stare bene insieme, che educa al pensiero divergente e forma persone critiche e consapevoli, che educa alla cittadinanza attiva, alla cultura democratica, pluralistica e solidaristica può costruire una cultura cosmopolita, può essere un volano di sviluppo e di cambiamento in direzione di una società più democratica e più giusta, può davvero cambiare il mondo.

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Giuseppe Bottai e la carta della scuola. Una riforma mai realizzata libro
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LIBRO   9788874978397

Giuseppe Bottai e la carta della scuola. Una riforma mai realizzata Pasqualini Daniela   -  Solfanelli, 2013  -  Faretra

Nel 1939 il Gran Consiglio del fascismo approva la Carta della Scuola dell'allora Ministro dell'Educazione Nazionale Giuseppe Bottai: il tentativo più avanzato di modernizzare l'istruzione pubblica che il regime fascista abbia elaborato dopo la riforma Gentile. Destinata a restare inattuata per gli eventi bellici, la Carta presenta un impianto legislativo sintetico, strutturato in ventinove dichiarazioni concise. La scelta della formula segue l'emanazione della Carta del Lavoro e della Carta della Razza, a completare un trittico che intende porsi come unico documento fondamentale e coerente del modello sociale fascista. A Bottai si deve l'introduzione del calendario scolastico, primo atto di inizio d'anno, inteso a organizzare la scansione dei periodi tra uno scrutinio e l'altro, la durata delle vacanze, le date degli esami. Particolare attenzione è posta alla preparazione tecnica e professionale delle classi popolari: l'aumento delle specializzazioni in settori fino ad ora rimasti fuori dal circuito formativo, come le arti grafiche, la pratica commerciale, la lavorazione del vetro.

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LIBRO   9788833050485

Buongiorno, università. Dal «giornale di bordo» d'un «referente d'Area». Un questionario di questionari Siciliani De Cumis Nicola   -  Solfanelli, 2018  -  Faretra

Questo libro da un lato è la cronaca di una prima esperienza universitaria di "Valutazione della Qualità della Ricerca" (VQR). Da un altro lato, è dell'"Università di domani" che già tratta. E lo fa in aperta polemica con la "volontà prava dei gruppi politici dominanti che hanno sistematicamente rifiutato una seria riforma dell'Università", rendendo vani "gli sforzi più seri di miglioramento" e offrendo "facili alibi a una tradizione di incuria e di disprezzo della cultura, della scienza, della scuola", che dall'Unità arriva fino a noi. Giacché "senza una consapevolezza precisa dei fini dell'Università, e della sua funzione nella società, senza una rigorosa veduta teorica della ricerca scientifica, e soprattutto senza una chiara scelta politica, parlare della riforma dell'Università è tempo perso, e vuota retorica" (così Eugenio Garin).

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