Solferino Libri
Libri editi da Solferino Italia Settentrionale
L'assassinio dell'ingegner Adone Poggi Pierfrancesco - Solferino, 2019 - Giallo Solferino
Un cadavere al cimitero: si direbbe tutto regolare. Ma non se si tratta dell'ingegner Adone Giacomo Forlanini riverso sulla tomba di famiglia, ucciso con una stilettata. Un caso banale, pensa il commissario siciliano Eriberto Passalacqua, arrivato da poco in una Milano che in quel 1975 è martoriata dalla violenza politica e dalla criminalità. Nel giro di poche ore, è costretto a ricredersi. Non bastano le avventure erotiche della vedova norvegese del defunto e quelle esotiche della loro figlia maggiore, Thea: tra rapinatori comunisti e spacciatori fascisti, la cerchia delle amicizie della famiglia Forlanini compone un discreto campionario criminale. Per di più, sebbene sia solo ottobre, in questura si scatena una vera primavera dei sensi, con il commissario diviso tra un amore ritrovato e una nuova passione (o forse più d'una?) e il suo pingue assistente, Michele Palumbo, in balia di un'ossessione inspiegabile per una matta avvolta in un cappotto viola, che si aggira per il parco Pallavicino. La Milano degli anni di Piombo, dai Navigli a Chinatown, è il palcoscenico su cui si alternano protagonisti e comparse di un brillante e nero dramma borghese: signore e orfanelle, poliziotti e mannequin, per tacere di Pilade Rognoni, il guardiano del Cimitero Monumentale.
Superga 1949. Il destino del grande Torino, ultima epopea dell'Italia unita Culicchia Giuseppe - Solferino, 2019
«In tutta l'Italia c'era chi pur non avendo mai potuto mettere piede al "Filadelfia" sognava di vedere e cercava di replicare le incursioni di Grezar e le reti di Ossola, i tackle di Ballarin e i dribbling di Maroso, la grinta di Castigliano e la classe di Menti, per tacere ovviamente delle imprese già leggendarie di Mazzola.» Almeno fino a quella maldetta domenica di maggio di settantant'anni fa quando, dopo una partita amichevole con la squadra del Benfica, l'intera squadra del Torino Calcio salì sul trimotore I-Elce per fare ritorno a casa e finì invece per schiantarsi contro la Basilica di Superga, avvolta nella nebbia. Quella sera scompare una squadra leggendaria, capace di dominare il calcio italiano e di conquistare grande prestigio internazionale. Fu un lutto non solo per i tifosi «granata» e per i torinesi, ma per l'Italia intera. Come racconta Giuseppe Culicchia in queste pagine emozionanti, il Grande Torino era da tempo al di sopra del tifo campanilistico: un orgoglio per tutti e il simbolo della rinascita di un Paese uscito distrutto dalla guerra. Nella narrazione di quei giorni, del dramma e dei suoi protagonisti, riscopriamo una pagina della nostra storia che è un inno all'impegno della gioventù e alla lealtà di uno sport che vorremmo più pulito e capace di unire anziché di dividere.