Spartaco Libri
Libri editi da Spartaco Europa Orientale
Le stelle che stanno giù. Cronache dalla Jugoslavia e dalla Bosnia Erzegovina Nuhefendic Azra - Spartaco, 2011 - I Saggi
La sorella di Azra Nuhefendic, da bambina, attraverso le finestre della casa dei nonni, s'incantava a guardare le luci della città che sembravano stelle cadute dal cielo. Oggi il paesaggio che offre Sarajevo è diverso, segnato, corrotto dalla guerra che sul finire del '900 ha cancellato lo Stato della Jugoslavia. Questo libro raccoglie le cronache di una delle più autorevoli giornaliste bosniache: diciotto storie, in gran parte inedite, in cui l'esperienza personale si mescola alla storia ufficiale, i ricordi ai miti, superando pregiudizi e stereotipi. È potentissima, efficace, emozionante la scrittura di Azra Nuhefendic che, senza mai scadere nella facile retorica, con il suo stile semplice, onesto, mai banale, offre uno spaccato di quella martoriata area geografica da testimone diretta. Un viaggio che si apre nella stazione dove un tempo risuonavano le grida e i pianti dei ragazzini in partenza per la colonia, e che si chiude con il treno che, dopo diciotto anni dall'inizio della guerra, da Belgrado riparte per Sarajevo: "Noi non sappiamo ancora dove siamo diretti, né quali saranno le fermate" scrive la Nuhefendic. Prefazione di Paolo Mastroianni.
A piedi per la Bosnia durante la rivolta Evans Arthur J. - Spartaco, 2005 - Il Risveglio
Al primo sguardo di uno straniero, la Bosnia-Erzegovina del 1875 appare come una terra pervasa da odii etnici, ingiustizie sociali e intolleranze religiose. Eppure Arthur J. Evans - l'archeologo che anni dopo avrebbe portato alla luce il palazzo di Cnosso - si distingue da tutti gli altri viaggiatori dell'epoca: colse infatti le forme di sincretismo culturale caratteristiche della regione. Forse Evans cercava una soluzione o almeno un contrappeso a quelle conflittualità religiose, etniche e sociali che si manifestavano nell'insurrezione, di cui si trovò testimone involontario. È la profondità di questo sguardo a rendere il resoconto di Evans ancora così suggestivo per chi osserva la realtà bosniaca di oggi.