Sperling Kupfer Libri
Libri editi da Sperling Kupfer Fotografia e fotografi
Quando la mia bimba sogna Enersen Adele - Sperling & Kupfer, 2011 - Varia
Una giovane mamma osserva la sua bambina pacificamente addormentata. Che cosa c'è dietro quel completo abbandono, quel fiducioso allargare le braccia paffute, quei pugnetti chiusi che sembrano stringere un'emozione? In attesa del momento magico in cui si risveglierà, la mamma si diverte a immaginare quali fiabeschi universi cullino il sonno della piccola sognatrice. Nasce così l'idea di costruire intorno all'inconsapevole modella scenari ora incantati ora avventurosi che facciano da sfondo ai suoi sogni: un po' di fantasia, un armadio capiente e qualche oggetto strappato al quotidiano, e la vediamo veleggiare fra nubi rosate, cavalcare un drago sputafuoco, librarsi in cielo leggera come una farfalla... Il risultato è questo libro fatto di immagini piene di amore, che regala emozioni e sorrisi a ogni pagina.
Buon vento Traverso Patrizia - Sperling & Kupfer, 2008 - Varia
Senza il vento la Terra sarebbe fredda, immobile, inabitabile. E infatti in molte culture la parola usata per indicare lo spirito, l'anima, il soffio vitale è la stessa che definisce il vento. Da sempre i filosofi, i poeti, i pittori, i musicisti, gli scienziati si interrogano sul mistero dei vento, sulla sua natura di "corpo invisibile" e la sua capacità di influenzare gran parte delle attività umane senza mai mostrarsi direttamente. Con questo nuovo racconto fotografico, Patrizia Traverso raccoglie la sfida di dare forma e sostanza di immagini e parole a quanto di più inafferrabile esista nel mondo fisico: il respiro del cielo. E ci invita a un viaggio, fantastico e reale, fra le mille pieghe della natura e della vita in cui scorre la forza e la grazia rigeneratrice del vento. Si può dunque rappresentare l'invisibile? La risposta, come canta un grande poeta contemporaneo, sta soffiando nel vento.
Mari di sabbia Traverso Patrizia - Sperling & Kupfer, 2007
Il deserto di sabbia mette a nudo l'animo umano. Chiunque vi abbia trascorso anche un solo giorno (o una notte) sa che fra le dune parole come libertà, solitudine, infinito, essere, nulla, assoluto, eternità smettono di rappresentare concetti e si trasformano in presenze concrete, sensazioni forti che si avvertono sulla pelle, nello stomaco e nella mente. Grazie all'energia pura che produce il deserto quando si mette in contatto con le radici più profonde del corpo e dello spirito, il racconto fotografico di "Mari di sabbia", frutto di un viaggio nel Sahara libiro, trasmette con la forza delle sue immagini e la sapienza senza tempo delle sue parole un'esperienza di vita fondamentale: quella di chi, incantato dalle visioni ipnotiche del deserto, si perde, si separa dalla realtà e alla fine ritrova se stesso.