Squilibri Libri
Libri editi da Squilibri Molise
In (re)viva voce. Strategie e processi di valorizzazione delle tradizioni musicali. Con composizioni per coro su musiche tradizionali molisane Lombardi Vincenzo - Squilibri, 2016 - Fuori Collana
Uno sguardo sui processi di ridefinizione dell'idea di "tradizione musicale" in corso nel panorama musicale contemporaneo e una riflessione sui fenomeni di ridefinizione e reinvenzione delle idee di identità musicale, soprattutto all'interno delle pratiche e del repertorio della "musica tradizionale" e sui processi di patrimonializzazione in atto, con una ricostruzione delle varie fasi della ricerca etnomusicologia in Molise e una ricognizione sugli archivi sonori istituzionali e privati di maggiore pregio. Esito di un progetto finalizzato alla valorizzazione del patrimonio musicale molisano, il volume presenta anche 19 composizioni per coro, realizzate da 14 musicisti (Guido Messore, Giuseppe Mignemi, Mauro Zuccante, Sandro Filippi, Domenico De Simone, Pierpaolo Scatollin, Tiziano Albanese, Marinella Minelli, Lelio Di Tullio, Antonio Iafigliola, Antonio Di Iorio, Manuel Rigamonti, Piero Niro e Giuseppe Mignemi) di varie fasce d'età e di diversa formazione, a partire dalle trascrizioni musicali di brani cantati, notate da etnomusicologi e musicisti nel corso degli anni, dal 1950 ad oggi.
Musiche tradizionali del Molise. Le registrazioni di Diego Carpitella e Mario Alberto Cirese (1954). Con CD Audio Agamennone Maurizio Lombardi Vincenzo - Squilibri, 2011 - Archivi Di Etnomus. Acc. Naz. S. Cecilia
Nei primi giorni del maggio 1954 Diego Carpitella e Alberto Mario Cirese raccolsero in Molise un imponente corpus di musiche vocali e strumentali nel corso di una rilevazione che riguardò Fossalto, in occasione del rito primaverile della Pagliara, e le comunità albanesi di Ururi e Portocannone. Di grande interesse anche dal punto di vista linguistico, la Raccolta 23 del Centro Nazionale Studi di Musica Popolare, oggi Archivi di Etnomusicologia dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, consente di rievocare la vita di una comunità rurale in un contesto largamente preindustriale, fornendo una testimonianza sonora di repertori, di preponderante afferenza femminile, oggi in disuso quali espressioni cantate nell'azione ludica e magica o nell'interazione con i bambini, ninne nanne, inni devozionali, canzoni narrative, canti di lavoro, forme rituali del pianto e, di esecuzione maschile, monodie satiriche e musiche cerimoniali per le corse dei carri. La musica della Pagliara prevedeva in particolare l'uso, ormai estinto, di una zampogna di piccole dimensioni, con due chanter e un bordone, sconosciuta nel resto d'Italia.