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Libri editi da Stamen Filosofia occidentale: Illuminismo
Antropologia e storia. Uno studio su Bernard de Fontenelle Casale Daniela - Stamen, 2015 - Scienze Umane
Prima di approdare alla visione ottimistica della scienza e all'idea di progresso per le quali è considerato precursore dell'età dei Lumi, Fontenelle è figlio del XVII secolo. I Dialogues des morts, opera giovanile scritta con ogni probabilità nell'arco degli anni 1677-1683, costituiscono un interessante documento sugli anni della formazione filosofica, vista la scarsità di notizie disponibili. Questo libro fornisce, dei Dialogues ma anche del clima culturale in cui l'opera poté maturare, un'importante ricostruzione, che viene a colmare un pesante vuoto storiografico.
L'antropologia naturale in Cabanis e Destutt de Tracy. La nuova immagine dell'uomo dopo l'Illuminismo Pacchiarotti Lucia - Stamen, 2016 - Dissertazioni
Le radici dell'Illuminismo vanno ricercate nel pensiero dei libertini eruditi, nelle opere di Pierre Bayle e in quelle degli empiristi inglesi; dopo di loro, a raccoglierne l'eredità, ci sono stati i "Philosophes" grazie ai quali è stata abbandonata la vecchia concezione elitaria della filosofia ed il mondo degli intellettuali si è aperto al popolo. La filosofia degli "Idéologues", che si colloca in continuità con il pensiero dei "Philosophes", deve essere, a pieno titolo, annoverata nella corrente dell'Illuminismo francese. Questo libro, con puntuale ricognizione della letteratura critica, analizza il prolifico rapporto intellettuale che si è instaurato tra due dei più illustri "Idéologues", amici e collaboratori: il fisiologo Cabanis e il filosofo Destutt de Tracy. Attraverso l'osservazione e l'analisi, ponendo come base dell'indagine sull'uomo lo studio fisiologico dell'organismo e delle connessioni tra questo e le facoltà della ragione, Cabanis e Destutt de Tracy hanno sviluppato un'inedita antropologia organico-unitaria, fondata su una nuova concezione vitalistica della materia e sulla riabilitazione della sensibilità.
L'ateismo teorico nella seconda metà del Settecento. Lineamenti di una ricostruzione storica e concettuale Costa Giulia - Stamen, 2016 - Dissertazioni
La presente ricerca affronta, con accurata ricognizione critica delle fonti, la problematica complessiva dell'ateismo teorico nella seconda metà del Settecento, cioè nel periodo chiave in cui si assiste a quello che è stato giustamente definito "il tramonto dell'Illuminismo". In perfetta continuità con lo spirito critico e razionalista della filosofia libertina - dal cui corrosivo scetticismo lo stesso generale impulso smascherante dell'Illuminismo aveva preso le mosse - il pensiero ateo dell'epoca rivoluzionaria (da Maréchal a Naigeon, da Jean Meslier a Destutt de Tracy, da Cabanis all'opera estrema del Marchese de Sade) è rappresentato da un cospicuo numero di personaggi illustri, di filosofi, di medici e di naturalisti che, con le dovute precauzioni nei confronti della censura ancora in auge nella Francia post-rivoluzionaria, hanno contribuito alla diffusione di quel gigantesco corpus di idee materialiste e atee che riapparirà costantemente nei secoli successivi, dando vita alle più diverse filiazioni nella filosofia contemporanea: positivismo, marxismo, neopositivismo, sino a giungere alla psicoanalisi e agli odierni approcci neuroscientifici.