Tralerighe Libri
Libri editi da Tralerighe BIOGRAFIE E STORIE VERE
Nei panni dell'altro. Preti operai, terrorismo e manipolazioni. Il caso Aldo D'Ottavio Betta Alessandro - Tralerighe, 2024 - Calibri
Torino, anni Settanta. Quelli che sono passati alla Storia come "Anni di piombo" sono anche anni di acciaio e ghisa, i metalli usati nell'industria metalmeccanica e automobilistica. Torino è la città della Fiat, una delle realtà industriali in cui lo scontro sindacale è più acceso. Sullo sfondo il terrorismo, l'ascesa (e poi il declino) delle Brigate Rosse, che trovano consenso e adepti anche nel mondo operaio. È questo lo scenario in cui si svolge la storia di Aldo D'Ottavio - classe 1943, prete operaio - raccontata in questo libro: di umili origini abruzzesi, D'Ottavio vive fin dall'inizio la sua vocazione come una scelta di condivisione reale con i più deboli, lontano da ogni forma di paternalismo. La fabbrica rappresenta una possibilità concreta di "essere come loro". Arrivato a Torino nel 1974, viene assunto alla Fiat-Lancia di Chivasso, dove diventa delegato sindacale per la Fim-Cisl. Non ha detto che è prete per non godere dei "privilegi" del ruolo. Ma per l'azienda è un elemento scomodo. Al punto da manipolare alcune sue parole in difesa dei lavoratori, trasformandole in un'accusa di fiancheggiamento del terrorismo.
Il segreto del Naviglio Grande. Gigi Pedroli: una storia milanese Ichino Pietro - Tralerighe, 2019 - Times
Una metropoli in fermento, capace di attrarre persone e capitali, ricca di passato ma proiettata verso il futuro: è Milano oggi, ma lo era allo stesso modo un secolo fa. Due famiglie - i Pedroli e i Corsini - vi giungono in cerca di speranze. Dall'amore contrastato tra due dei loro giovanissimi figli nasce Gigi, un bimbo destinato a rimanere orfano prestissimo. Ma sarà Milano a prendere quel bambino per mano, educarlo, dargli un lavoro, scoprirne il talento. Classe 1932, Gigi Pedroli con Milano ha condiviso tutto, le fatiche e i successi. Negli ultimi quarant'anni lo ha fatto vivendo e lavorando nel quartiere dei Navigli, attingendo al suo secolare intreccio di tradizioni popolari e di cultura artistica e artigiana. Qui il suo percorso di grafico sfocia nella pittura e nell'incisione. Qui nascono le sue acqueforti e i personaggi della sua umanità quotidiana raffigurati nella loro normale deformità. Qui Pedroli dà forme e materie diverse al suo genio visionario e a tratti profetico. E qui ha incontrato Pietro Ichino, al quale, sotto la vite canadese dell'Alzaia del Naviglio Grande 66, ha raccontato la sua vita, parabola felice di una pòlis capace di accogliere chi la sceglie.
Vedi la bambina al centro Lanzi Angela - Tralerighe, 2019 - Times
Le braci (mai spente) di Angela. Nature or nurture? Che cosa fa di noi quello che siamo? È già tutto scritto nei geni o in qualche tipo di firmamento (teologico o astrologico, secondo i gusti), o siamo il risultato del lavorio sottile e inesorabile del mondo? Come tutte le domande "impossibili" anche questa di solito finisce per accendere dibattiti interminabili o per spegnersi in banalità telegrafiche. Questo libro tenta di percorrere una terza via per trovare una risposta, o per escluderla definitivamente, e lo fa nell'unico modo plausibile e onesto: il racconto di sé. "Vedi la bambina al centro" è la storia, narrata in prima persona, di una bambina e del suo viaggio di settanta chilometri, dalla "bassa" cremonese a Milano, e di settant'anni, dal dopoguerra a oggi. Ultima di otto fratelli, un'infanzia contadina e selvaggia, un'adolescenza «doverista» e guerriera, poi la sfida di Milano, terra promessa (e mantenuta) che porta altre relazioni e aspettative, un nuovo mondo che prova tenacemente, e a volte dolorosamente, a convivere col vecchio.